Dietro quel delitto

Una Edimburgo blindatissima e militarizzata si sta preparando all’imminente riunione del G8 del 2005. Un incontro che, tuttavia, sembra nascere sotto cattivi auspici: misteriose violenze e morti funestano la città. L’indagine del presunto suicidio di un funzionario del Ministero degli Esteri (con le mani in pasta in parecchi affari e non tutti puliti) che nel bel mezzo di una serata di gala al castello di Edimburgo decide di gettarsi nel vuoto, è affidata a Rebus, un poliziotto anticonformista alle soglie della pensione e alla sua assistente Siobhan Clarke. E come se non bastasse, in una situazione già di per sé complicata, la scoperta di un nuovo indizio costringe Rebus a riaprire un caso, archiviato troppo in fretta, sull’omicidio di un losco individuo legato alla mala e (forse) non del tutto estraneo alle trame politiche. Sopra le indagini, non mancano i vizietti di Rebus e lo spirito giovanile dei genitori di Clarke, pacifisti convinti che, nonostante l’età matura, non rinunciano agli ideali della contestazione, a tal punto da essere disposti a ricevere le botte e a frammezzarsi ai black bloc e a ogni sorta di infiltrato…
Una indagine criminale, con tutti i crismi necessari – enigmi, falsi indizi, intuizione, un finale meno prevedibile dell’aspettato – resa tuttavia inedita da una partecipazione umana e civile. Rebus, testardo, irascibile e solitario incarna il poliziotto del tutto indifferente alle lusinghe della carriera, scanzonato, pronto a mandare al diavolo i superiori quando serve, ma capace di intuire i drammi intimi e privati del prossimo, e a riconoscere la sua fragilità di fronte al crollo di baluardi e del tempo che passa. Il pregio del romanzo e dello stile di Ian Rankin, è quello di arrivare a scrivere storie coinvolgenti per la densità degli intrecci e di far uscire dalla penna protagonisti che poco sanno di fumetto ma che invece vibrano delle loro emozioni, i quali appaiono reali e veri proprio per quelle loro debolezze: la passione del goccetto, del rock duro e del fumo per Rebus e i grattacapi personale e familiari per Siobhan. Due personaggi che sentono i casi sulla loro pelle, che vivono quasi a contatto con la strada in una sorta di pedinamento (con lente di ingrandimento) della realtà. Dote che fa di loro dei buoni detective dell’intrigo e dell’inconscio, e del romanzo una storia interessante consigliata agli appassionati della suspence e del colpo di scena.

 

 

 

 
 
 
 

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