Dimagrire con l’intestino

Dimagrire e poi mantenere stabile il peso raggiunto è molto difficile, si sa. Ma pochi sanno invece che nel nostro corpo convivono sia i più potenti alleati che i più acerrimi nemici della nostra volontà di raggiungere il peso forma: in entrambi i casi si tratta dei batteri del microbiota intestinale. Il canale alimentare di un essere umano è l’ecosistema più densamente popolato della Terra: sulla superficie di un intestino medio vivono circa cento bilioni di batteri (scritto in cifre questo numero impressionante è 100.000.000.000.000), dieci volte più numerosi delle cellule che compongono il nostro corpo. Tutti questi batteri messi insieme pesano circa due chili, più della maggioranza degli organi: anzi, il microbiota viene considerato ormai un organo a sé stante, che svolge un’azione metabolica maggiore rispetto al fegato. Eppure nell’elaborare le diete questa funzione viene stranamente (e colpevolmente) ignorata. Quali sarebbero invece i benefici di una dieta “amica” dei vostri batteri intestinali? Si eliminerebbero più rapidamente i depositi di grasso, mentre verrebbe bloccata la formazione di nuovi cuscinetti adiposi; il tasso glicemico si stabilizzerebbe; dopo i pasti ci si sentirebbe sazi più a lungo. Un miracolo? No, è sufficiente capire (o perlomeno desumere) qual è la situazione del nostro ecosistema intestinale, individuando eventuali stati infiammatori cronici e verificando la eccessiva presenza di ceppi batterici “sbagliati”. Sarà il punto di partenza per iniziare a governare il nostro microbiota, aiutando e “nutrendo” i batteri nostri alleati…

Perché certe persone possono mangiare quanto vogliono senza ingrassare mentre ad altre basta solo guardare una tavoletta di cioccolato per prendere un chilo? La risposta a questa domanda che tutti prima o poi ci siamo fatti nella vita è forse complessa, ma da pochi anni i ricercatori hanno scoperto che in ciò che chiamiamo “metabolismo” il ruolo giocato dalla comunità di batteri che vive nel nostro intestino è fondamentale. Se si mette a confronto il microbiota intestinale di persone sovrappeso e persone magre si riscontrano evidenti differenze e a parità di dieta i topi di laboratorio con la flora intestinale “giusta” rimangono magri, mentre quelli con la flora intestinale “sbagliata” ingrassano a vista d’occhio e tendono ad ammalarsi di diabete. La dottoressa Michaela Axt-Gaderman, medico sportivo e docente di Promozione della Salute alla Hochschule di Coburg, in Germania, non si limita a guidare il pubblico nello stupefacente mondo degli innumerevoli batteri che vivono in simbiosi con gli esseri umani, ma elabora – e questo è il merito principale di questo agile volumetto illustrato – una vera e propria dieta pensata per “pilotare” la composizione della nostra flora intestinale e “allevare” i ceppi batterici più utili, penalizzando quelli dannosi. Unico neo: elencare in appendice i centri diagnostici tedeschi specializzati nell’analisi delle feci e del microbioma non ha molto senso, meglio sarebbe stato trovare i corrispettivi italiani e indicare quelli. Ma a parte questo peccato veniale, Dimagrire con l’intestino potrebbe rivelarsi una pubblicazione pionieristica, tra i primi esempi di un approccio destinato a rivoluzionare lo studio della nutrizione umana.



 

 

 

 
 
 
 

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