Dinosauri in soffitta

Dinosauri in soffitta
Quasi 10 milioni di insetti, 1 milione di ragni, 50 milioni di ossa, 1 milione di uccelli, 600mila pesci, 264mila anfibi e rettili, 250mila mammiferi, 120mila pietre e minerali, 8 milioni di manufatti antropologici, 2 crani di Tyrannosaurus rex, molte dozzine di uova di dinosauro, un pappagallo appartenuto a Houdini, lo scheletro di Jumbo l'elefante (l'originale, non quello Disney!), l'immane meteorite ferroso Ahnighito, lo zaffiro Stella dell'India: sono solo alcune delle meraviglie conservate nell'American Museum of Natural History di New York, ai confini di Central Park. Il museo nasce nel 1869 su impulso di Albert S. Bickmore, un naturalista allievo del mitico Louis Agassiz che però allo studio della tassonomia dei molluschi - il suo campo alla Harvard University - preferiva il sogno di fondare grazie all'aiuto economico dei principali magnati statunitensi l'istituzione museale più importante e prestigiosa del mondo. Una volta raccolti i fondi e ottenuto il permesso di costruire il museo sui fangosi e squallidi terreni ai margini della 79esima Strada, c'era da raccogliere materiale scientifico all'altezza di questo progetto. E non si trattava solo di acquistare collezioni private interessanti: tra il 1880 e il 1930 il museo organizzò più di un migliaio di spedizioni fin negli angoli più remoti della Terra...
Il giovane Douglas Preston, futura star del thriller, nei primi anni '80 era un giornalista rampante al quale era stato commissionato un libro celebrativo del primo secolo di attività dell'American Museum of Natural History di New York, uno dei più importanti del mondo. Fatalità volle che con l'editor della St. Martin's Press assegnato alla revisione delle bozza - tale Lincoln Child, anch'egli un giovane molto promettente fresco reduce dal lavoro sul bestseller di Thomas Harris Il silenzio degli innocenti - nacque una bella amicizia e una collaborazione artistica che negli anni a venire avrebbe portato milioni e milioni di copie vendute. Questo gustosissimo dietro le quinte non è però la principale attrazione di Dinosauri in soffitta, un saggio davvero appassionante per chiunque ami la Paleontologia, la Zoologia e le Scienze Naturali in genere: al centro dell'attenzione dell'autore infatti non ci sono le collezioni che rendono il museo newyorchese un appuntamento da non perdere per chiunque si rechi nella Grande Mela - nonostante il libro contenga anche un bel 'tour virtuale' ante litteram delle sale principali - ma le persone che le hanno raccolte e le loro passioni: una carrellata di personaggi incredibili, da Robert E. Peary a Barnum Brown, da Carl Akeley a Roy Chapman Andrews (si dice che il personaggio cinematografico di Indiana Jones sia ispirato a lui), tutta gente che ha contribuito a scoprire gran parte di quanto sappiamo sul passato del nostro pianeta. La narrazione è aneddotica al 100%, quindi godibilissima e comprensibile a chiunque. Notevole anche l'apparato iconografico, con foto d'epoca pescate nell'immenso archivio dell'American Museum of Natural History e in molti casi mai viste prima. Jurassic Central Park.

 

 

 

 
 
 
 
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