Dio ha molti nomi

Dio ha molti nomi
Nel 1977, con un ritardo di quindici anni rispetto ad altri Paesi, le Chiese britanniche hanno riconosciuto ufficialmente il pluralismo culturale, etnico e religioso della Gran Bretagna. Attraverso un “pellegrinaggio spirituale” vengono analizzati due aspetti fondamentali della teologia, quella definita prettamente dogmatica e quella indicata come problematica. Da una parte quella che studia e conserva i dettami religiosi così come ricevuti dalla rivelazione divina, dall’altra quella impegnata a sviluppare una teologia che si modifica sulla base delle circostanze sociali e temporali nella quale è professata. Il cristianesimo viene analizzato insieme alla parola “razza”, alla luce di quelli che sono stati i tanti cambiamenti a cui la Gran Bretagna - ma non solo - è andata incontro, fino ad ammettere la presenza effettiva di quello che viene indicato come un nuovo pluralismo religioso… Questo accurato saggio del teologo definito “uno dei filosofi delle religioni più influenti dei nostri tempi” offre un’approfondita analisi sul vero significato delle religioni, mettendo l’accento su quelli che sono gli aspetti comuni tra esse. Quello proposto dal teologo inglese è un vero e proprio percorso spirituale che usa come stella polare il punto di vista sulla visione cristiano-centrica che ha attraversato tutta la storia dell’Occidente. Questo libro - pubblicato per la prima volta nel 1980 - in Inghilterra suscitò l’attenzione e incontrò la disapprovazione dell’allora capo del Santo Uffizio, il cardinale Ratzinger, dal momento che dall’analisi di Hick non è improbabile dedurre la tesi che ogni religione adora la medesima divinità, rivelatasi ad ogni popolo mediante manifestazioni differenti in base alla cultura e alle caratteristiche delle singole civiltà.

 

 

 

 
 
 
 
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