Dizionario atipico del Giallo 2010

Dizionario atipico del Giallo 2010
La polemica che ha investito durante l’estate del 2009 Giorgio Faletti, sospettato di avere alle spalle un ghost-writer straniero a causa dell’abbondante numero di anglicismi presenti nel suo ultimo romanzo; la progressiva e massiccia presenza di scrittrici di gialli e noir nel panorama italiano; la crescita dei giallisti italiani rispetto a quelli stranieri; la definizione dei vari sottogeneri del giallo, dal noir al thriller, dall’hard-boiled al giallo storico; l’approfondimento del fenomeno Wu Ming e della New Italian Epic; “Parnassus-L’uomo che voleva ingannare il diavolo”, l’ultimo film che ha visto protagonista Heath Ledger, tragicamente ucciso da un cocktail di farmaci; “Bastardi senza gloria”, il film in cui Quentin Tarantino fa morire in un attentato rocambolesco un patetico Adolf Hitler; La danza del Gabbiano di Camilleri, l’unico romanzo in cui compare l’indicazione dell’età di Montalbano; il ritorno di John Grisham al medical thriller con Il ricatto dopo le non esaltanti prove dello scrittore statunitense nelle lande dei generi limitrofi; le serie americane che hanno spopolato in tutto il globo: da “C.S.I” a “Criminal Minds”, da “Dead Zone” a “Ghost Whisperer”...
Questi e molti altri sono i tasselli che compongono il mosaico del Dizionario atipico del Giallo 2010, giunto alla seconda edizione dopo il volume del 2009. Gli autori sono tutti esperti del genere giallo: Maurizio Testa è uno dei fondatori del gruppo romano RGF (Roma Giallo Factory), è il fondatore della prima rivista italiana sul giallo, “Il Falcone Maltese”, e del primo annuario sul genere, il Noirbook; Alessandra Buccheri ha collaborato con la rivista fondata da Testa e con varie riviste di genere; Claudia Catalli collabora da anni con varie testate di critica cinematografica. Dalla A alla Z viene passato in rassegna tutto ciò che è accaduto nel mondo del giallo durante il 2009, o meglio, tutto ciò che ha attirato l’attenzione dei curatori, perché il DAG non ha la pretesa di essere un vero e proprio dizionario, ma un libro da leggere dall’inizio alla fine. In questo consiste la sua atipicità, e non solo. Il DAG oltrepassa i confini del giallo ed esplora tutto ciò che si avvicina al genere, come l’horror o il fantasy, analizzando proprio quella contaminazione di generi alla quale si è assistito negli ultimi anni. I temi trattati sono di cinque tipi: dalla letteratura al cinema, dalla televisione all’home-video, per chiudere con il web, il tutto condito da una serie di interviste ad autori, attori e registi. Il libro si chiude con due sezioni finali: la prima è la classifica dei migliori cento gialli secondo Julian Simmons e H.R.F. Keating; la seconda passa in rassegna alcuni anniversari che ricorrono nel 2009/2010, come i duecento anni dalla nascita di Edgar Allan Poe o i vent’anni dalla morte di Georges Simmenon. Attraverso un punto di vista molto personale sia nelle scelte del materiale sia nei commenti – non vi è traccia di riverenza alcuna nei confronti di nessuno ma il solo punto di vista degli autori- il DAG rappresenta davvero un ottimo strumento per orientarsi nell’ormai immenso mondo del giallo e nelle strade parallele che esso percorre. Un progetto davvero originale e ben riuscito.

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