Dizionario del musical

Dizionario del musical

Irma la douce. Ovvero, Irma la dolce. Musiche di Marguerite Monnot, chansonnier amatissima anche da Edith Piaf. Liriche e book – ossia l’equivalente di quello che nell’opera è il libretto – di Alexandre Breffort. Debutto ufficiale nel 1956, naturalmente a Parigi. È uno dei musical francesi più famosi al mondo, tramutato anche in un fortunato film hollywoodiano (purtroppo privo delle canzoni originali) del 1963 con protagonisti Shirley McLaine e Jack Lemmon. Si narra la love story tra una giovane prostituta di Pigalle, Irma, detta La Dolce (in virtù del suo cuore d’oro) e Nestor, un professore talmente innamorato di lei da volerne essere l’unico cliente. Per questo motivo si crea una seconda identità, Monsieur Oscar, un ricco ed esigente cliente che pretende appunto l’esclusività. Cominciano però i guai quando l’uomo viene creduto colpevole d’omicidio. Una volta catturato viene infatti mandato a scontare l’ergastolo in un carcere di massima sicurezza posto su un’isola. Irma è sconvolta: oltretutto scopre anche di essere incinta. Ma… Il musical a Parigi non si limita a riscuotere un gran successo: banalmente, trionfa. Due anni dopo il debutto viene esportato a Londra con il testo riadattato in inglese da Julian Moore e Marty Norman, fedele ma più vicino al gusto del West End. È l’apoteosi: oltre 1512 repliche, e a Broadway la protagonista Elizabeth Seal vince un Tony Award, l’Oscar del teatro…

Il musical è per eccellenza il banco di prova per un attore: il genere prevede che, per rendere al meglio, si sappia fare tutto e bene. Cantare, ballare, recitare. È una forma d’arte semplice perché, proprio in quanto costituita amalgamando parti interpretate, danzate e cantate, rende facile la fruizione, la partecipazione del pubblico, che non solo può trovare sempre qualcosa che incontri il suo gusto, ma che è più portato a immedesimarsi, a sentirsi coinvolto e trascinato dallo spettacolo che ha vita sulle tavole del palcoscenico, e spesso anche – il più delle volte proprio prendendo le mosse da una base teatrale – sullo schermo del cinema, e che, proprio per la sua varietà, pare ancora più autentico, universale e capace di far sognare. Allo stesso tempo è prò anche la forma d’arte più complicata che ci sia, perché si basa su un equilibrio di fattori che, per la buona riuscita, non può essere meno che perfetto: altrimenti non c’è sospensione dell’incredulità, si perde credibilità. Molti titoli e numerosissime battute, canzoni e situazioni che hanno origine nei più fortunati musical della storia sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo, fondano la memoria condivisa di intere generazioni: il testo redatto da Gabriele Bonsignori in questo senso è utilissimo. Non soltanto, infatti, perché si tratta di un’enciclopedia planetaria composta con cura certosina, dotta, semplice e chiara, ma perché è anche un vademecum, uno scrigno zeppo di aneddoti e curiosità in cui si può trovare soddisfazione alle proprie domande, e nella medesima occasione attingere ai ricordi e avere l’opportunità di vedere chiaramente come l’arte sappia, e debba, essere sempre al passo coi tempi, col mutare della sensibilità del pubblico, affrontando anche istanze sociali e politiche, divertendo e insieme facendo riflettere e maturare le coscienze.



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