Dizionario per un lavoro da matti

Dizionario per un lavoro da matti
Torino città misteriosa da sempre. Ma stramba? Pure. Cinque studenti fuorisede che di soldi manco a parlarne si trasferiscono nella capitale dei gianduiotti e, per sbancare il lunario, cominciano a lavorare in un’impresa di pulizie. E che impresa … una nascente cooperativa con svariate centinaia di soci ma mica normali, anzi. Per umanità, empatia o chi sa cosa, l’azienda decide di assumere degenti dell’ospedale psichiatrico di Collegno, e pure a quello gli studenti senza soldi si dovranno abituare. Per mesi, la squadra di strambi puliscitutto girerà Torino alla ricerca dell’ultima carta da raccogliere spingendosi tra scuole e mercati, uffici e bagni pubblici, fino a giungere nelle periferie della ‘quasi metropoli’ piemontese, periferie che – come da tradizione letteraria - sono luogo di incontri di ogni tipo, da bambini bizzarri a matti di ogni tipo, più matti degli stessi matti che lavorano in azienda, gente in difficoltà, senzatetto e personalità di ogni tipo, ai confini di una classificazione perentoria dell’umano. Un lavoro che stanca, quello del “raccattasporcizia” attraverso mercati, sponde fluviali e scuole, ma che spinge a rivalutare molte cose, compresa la pazzia dei presunti pazzi perché, a guardarsi bene, in fondo in fondo, ‘sta  pazzia si annida ovunque si gridi al normale… 
Anomalo nei modi, questo libro di Luca Rastello si articola come una raccolta di lemmi, un dizionario delle storie dei fantastici cinque. Voci enciclopediche che partendo da "Abaco" e arrivando fino a "Zoo" spaziano da “Contributi” fino a “Normodotati”. Ottanta raccontini colmi di  personaggi e microepisodi, malinconie derivate da riflessioni più fini di quanto non ci si aspetti  e qualche punta di ironia. Follie di ogni giorno, versi poetici e dialoghi surreali, con matti e da matti. Il tutto a fare da sfondo a un' impresa di pulizie di tutto rispetto ma che porta l’autore a narrare, come lui stesso, il «ritratto di un'utopia realizzata». Un dizionario che farebbe comodo a Fantozzi, Filini e Calboni. Un dizionario per nascondersi dalle insidie del lavoro ma non solo, utile soprattutto a ridiscutere il ruolo del diverso, ciò che è altro da noi, ridando dignità e a chi è sempre stato considerato matto, povero o accattone. Termini vuoti, come vuota è la volontà di classificare per forza.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER