Doctor Sleep

Doctor Sleep

Il grande incendio divampato nell’Overlook Hotel  è stato finalmente domato. Di quell’albergo stregato restano solo le macerie. Anche nel cuore di Danny Torrance rimangono soltanto i resti di quella terribile esperienza, resti che si manifestano sotto forma di apparizioni di fantasmi, gli “ospiti” dell’albergo ormai raso al suolo. E poi c’è la luccicanza, lo shining, un potere troppo prezioso e troppo funesto da sopportare per un bambino.  Mamma Wendy e l’amico Dick Hallorann fanno di tutto per aiutarlo a convivere con il suo potere, ma quando Danny diventerà adulto dovrà cavarsela da solo ed affrontare nuovi e vecchi demoni...

L’atteso sequel di Shining segna il ritorno all’horror “puro” di Stephen King, prolifico autore statunitense che nelle ultime, altalenanti opere si era discostato dal genere che l’ha reso una delle penne più apprezzate del mondo, avendo snaturato la componente neo-gotica con inserti storici (22/11/63), sconclusionata “fantascienza sociologica” (The Dome) e “romanticismo vintage” (Joyland). In questo nuovo romanzo si ritrovano tutti gli ingredienti del King tradizionale (introspezione dei personaggi, tensione, “cattivi” degni di nota) ottimamente amalgamati e mai scontati, per una prova di spessore narrativo e stilistico che accontenta lettori e critici. King riesce a ricordare ancora una volta ai suoi lettori che i demoni più feroci sono quelli che si hanno dentro di sé; lo mostra con garbata crudezza, descrivendo la discesa negli inferi dell’alcolismo del protagonista e il suo lento recupero, fatto di autodisciplina e lotte continue contro se stesso e contro il suo dono maledetto, un dono che, malgrado i suoi risvolti inquietanti, per qualcun altro è nutrimento. Narrato su tre “fronti” (quello di Danny Torrance ormai adulto e vittima dell’alcolismo; quello del “Vero Nodo”, sorta di “Manson Family” di vampiri “succhia-luccicanza” e quello di Abra Stone, bambina dotata degli stessi poteri di Danny), Doctor Sleep si muove su binari destinati fatalmente ad incontrarsi in un crescendo di suspense in cui perdita dell’innocenza e redenzione, tematiche centrali della produzione kinghiana, tornano a brillare con forza e dignità narrativa. Bentornato, Stephen.



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