Donne di Shakespeare

Donne di Shakespeare

William Shakespeare non appartiene al passato. Se la sua opera è valida, è valida oggi. È come il carbone: tutti conoscono il processo che c’è a monte, ma l’interesse comincia e finisce nel momento in cui ci dà la luce e il calore di cui abbiamo bisogno… Petruccio e Caterina sono due persone che non riescono a comprendersi, che per parlare l’uno all’altro e fare sì che le loro anime si sentano hanno bisogno di gridare ciò che si dicono… La bisbetica non racconta solo di una donna, domata o indomabile, ma di un’evoluzione femminile, che appartiene all’essenza stessa della donna, è ancestrale ancor più che sociale… Dall’istante in cui Rosalind/Celia entra in scena, la tragedia annunciata – grande invenzione di trama, ma soprattutto fuga in un’altra realtà – viene sospesa, poiché Come vi piace diventa una sua creazione. Rosalind inventa, su uno sfondo di oppressioni e violenze, sullo sfondo della sua personale tristezza, dei divertimenti, capovolge l’atmosfera del dramma… Ronconi ha detto: “È vero che il teatro ogni sera conclude la sua vita assieme allo spettacolo; ma chi il teatro lo fa, la sera dopo è di nuovo lì, pronto a ricominciare. Quel che facciamo continua a restare terribilmente deperibile, ma noi continuiamo a esserci”… Come dice Flaiano, un buon pubblico fa un buono spettacolo, più elevi il pubblico più il pubblico ti eleverà: un buon allievo, quindi, fa grande il maestro…

Anna Bonaiuto, Sonia Burgarello, Federica Castellini, Valentina Cenni, Melania Giglio, Monica Guerritore, Gaia Insenga, Federica Sandrini, Arianna Scommegna, Serena Sinigaglia ed Elisabetta Valgoi: undici straordinarie protagoniste. Ma non sono certo una compagine di calcio femminile, anche se chissà, magari giocano bene: sono grandi attrici, in particolare di teatro, per quanto possano valere le partizioni in merito all’arte. Di ognuna Sesso tratteggia il curriculum, la figura, con ognuna dibatte, partendo dal comune amore per il teatro (lui è autore) e da Shakespeare, di cui hanno incarnato le più importanti eroine. Di Shakespeare si sa tutto, e al tempo stesso si ignora moltissimo, in primis in merito alla sua biografia: ma un classico è ciò che mai smette di raccontare la realtà, che è sempre attuale anche se ha secoli sul groppone, perché l’animo umano risponde alle stesse domande, le esigenze sono in ogni tempo le stesse, la vita, la libertà, la ricerca della felicità, la catarsi dal dolore. Le conversazioni sono interessantissime, divertenti, ricche di aneddoti, dense di significato, ma ancor più degni di nota sono gli intermezzi, lo spazio che si prende l’autore, come accadeva in certi prologhi del teatro latino: la questione femminile all’interno della società, della storia e della cultura diventa paradigma, manifesto, occasione di incontro. E il racconto Pensi che ci rivedremo ancora?, ispirato alla figura della mamma, è un capolavoro degno del miglior Moravia.



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