Dopo il crash

Dopo il crash
Quando i momenti epocali si succedono quasi fossero giorni della settimana (lo Shock, il Crollo, la Crisi, la Ripresa fasulla, la Stretta, l'Inflazione, la Sferza), e i cicli storici, spogliandosi dell'eccezionalità, mostrano una noiosa nudità, è facile che una vecchia signora, ottant'anni o giù di lì, confonda la vita “vera” con la finzione dei suoi romanzi. Frances ha alle spalle una lunga carriera: scrittrice, femminista, donna complicata e madre generosa dall'affetto dispersivo, travolgente. Ha lasciato compagni traditori, ha visto morire amiche, ha accolto in casa figliastri: ritrovandosi, stanca, le ginocchia doloranti, imboscata in casa propria in compagnia del nipote Amos, ad augurarsi che gli esattori delle tasse si stanchino di aspettare un'obbligata resa oltre la porta, al numero tre di Chalcot Crescent. Fuori, una Londra irriconoscibile nell'anno domini 2013: a governarla il modernissimo GUN, il Governo di unità nazionale, composto non da politici ma da sociologi e terapeuti; a sorvegliarla, le CiviCamere piazzate agli angoli delle strade, per registrare movimenti e pensieri; a sfamarla, il Polpettone Nazionale, composto da chissà quali proteine e buono per tutti, vegetariani compresi. Il presente, insomma, non è più quello di una volta: e anche il passato non se la cava benissimo, visto che Frances, coinvolta suo malgrado in un immimente colpo di Stato, viene a conoscenza di strani legami che fanno della sua famiglia una foresta intricata di odi e amori...
Se il mondo non dovesse finire l'anno venturo, e la catena dei secoli non spezzarsi di colpo con rombi, tuoni, lampi, il futuro dietro l'angolo metterà a dura prova certezze, abitudini, speranze. Fay Waldon, scrittrice, drammaturga e saggista, apparecchia in Dopo il crash un Domani (con la “d” maiuscola, perché non uno qualsiasi ma quello in cui ci troveremo a vivere per molto tempo) costruito sul freddo rigore di esperti non politicizzati ma molto specializzati, che del controllo dei cittadini (sulle loro abitudini alimentari, sui consumi di elettricità, sul modo di abitare) ha fatto come di consueto il primo e più importante obiettivo. La dittatura “linda e pinta” raccontata dalla Weldon è ciò che rimane di una grande abbuffata di Storia, dopo che tutti gli “ismi” sono crollati su se stessi, dopo che le guerre hanno mostrato l'inossidabilità della crudeltà umana e i governi la propria incapacità nel porre ad essa un freno. Frances, pacata voce narrante, mantiene intatto il vigore che l'ha contraddistinta in una gioventù fatta di successo, soldi, sesso, dibattendosi tra  la quotidianità misurata al milimmetro e descritta da un bugiardino ed una caotica esistenza privata,  in cui segreti imprevisti hanno imbastito legami particolari, dando vita a nuove generazioni arrabbiate, ancora più confuse. Prepariamoci: Dopo il crash il caffé sarà solo un pallido, solubile ricordo. Il controllo sulle nostre vite, invece, edulcorato e spacciato come “bene”, una tenace, grigia realtà.

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