Doppio misto

Doppio misto

Nel 1957 Dudù vince una borsa di studio per un soggiorno di tre mesi all’Università di Harvard, il cui direttore era allora Henry Kissinger. Insieme con Giovanni Urbani, che diverrà uno dei suoi più cari amici, parte alla volta degli Stati Uniti, lasciando al di qua dell’Atlantico i segni premonitori di una crisi coniugale… Giovanni è stato un critico d’arte, un integerrimo funzionario dei Beni Culturali, che dietro all’aspetto inappuntabile delle cravatte e alla fragranza del Vetiver de Puig  nascondeva il grave macigno di una tormentata sofferenza, il senso di una colpa irrimediabile. Era convinto che il “non apparire” costituisse un punto d’onore, ma Kiki era una donna bella e ricca, dal tono sicuro e amante della mondanità… In quel lontano giorno del 1943 Dudù, allora bambino, non poteva certo immaginare che l’umiliante punizione infertagli da Brighitte, istruttrice perfida e severa, avrebbe avuto su di lui conseguenze tanto stravaganti. Che baciare il piede della Fräulein, con quel conturbante secondo dito più lungo dell’alluce, nel tempo si sarebbe trasformata in un’ossessiva inclinazione sessuale…  
Raffaele La Capria è uno scrittore colto e raffinato, che trasuda memoria letteraria da ogni pagina e che cerca di catturare nelle sue prove narrative il soffio imprendibile di sostanze tematiche. Non è da meno questa suo ultimo libro – una raccolta di brevi racconti, editi e inediti, in cui il gioco dei rimandi consente di essere letto come un romanzo -  pregno di quella magia che sanno offrirci da sempre certe storie minori ma universali. Approdato in quella terra gonfia di anni e di immagini ormai corrose, piegato al ritmo lento e disperato della vita che sfugge, l’autore napoletano volge lo sguardo a ritroso, artigliandosi al ricordo di un vissuto sommerso e di scelte mancate che emergono ora dalla piena del tempo. Nella luce obliqua della vecchiaia, Raffaele La Capria si appoggia sulla forza restituiva della memoria per consegnarci la riproposizione mai pietosa e indulgente di fenomeni irrecuperabili, che tuttavia gli hanno consentito di restare accanto alla propria moglie Ilaria, a dispetto delle fisime di lui e del tradimento di lei. Compagna di un doppio misto qui giocato con le ombre evocate degli amici di sempre Giovanni e Kiki nella sfida eterna dei sentimenti umani.

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