Dossier Caporetto

Dossier Caporetto

Tutto accadde nel 1917, questa forse una delle chiavi di lettura della Grande Guerra. Nei tre anni precedenti le forze in campo si erano affrontate senza rompere gli equilibri sostanziali, rimanendo bloccate in uno stallo esasperante. Un logorio continuato e costante di uomini, mezzi, perfino del territorio e delle risorse naturali. Uno stillicidio destinato a perdurare senza che una parte riuscisse a prevalere sull’altra, una costante perdita di vite umane apparentemente priva di scopo e di cui non si intravedeva una fine. Nemmeno la forte personalità di Papa Benedetto XV, tuttavia, sembrava in grado di arrestare una simile follia. Come avvinghiate da un groviglio impossibile da sciogliere, le potenze europee sembravano destinate a continuare a prendersi a spallate all’infinito. Questo fino al 1917, almeno. La Rivoluzione d’Ottobre, infatti, ebbe come immediata conseguenza il ritiro della Russia dalla guerra e la chiusura del fronte orientale. Gli imperi centrali adesso potevano disporre di nuove forze da impiegare sul fronte occidentale, contro Francia, Gran Bretagna e Italia. La scelta cadde sul fronte italiano. L’Italia aveva tradito l’alleanza con Austria e Germania e doveva essere punita; la strategia italiana era votata all’attacco e non prevedeva la possibilità di difendere le linee contro una massiccia offensiva...

Nato giornalisticamente come collaboratore di testate online specializzate, Mirko Molteni ha già all’attivo numerose pubblicazioni di storia militare. In questo saggio, in particolare, non si limita ad analizzare le caratteristiche e la potenzialità bellica degli eserciti coinvolti nella vicenda storica. Il libro è impostato e concepito come una vera e propria indagine giornalistica, le fonti e le testimonianze sono chiamate ad agire in prima persona. Le lettere dei soldati, i rapporti ufficiali dalla prima linea del fronte, le circolari e i regolamenti militari che hanno preceduto e seguito le vicende di Caporetto. Tutti questi documenti vengono citati a testimoniare il clima, gli umori, la situazione emotiva di quei giorni bui. Molteni non si limita a citare queste fonti, ma le fa “parlare”, come i testimoni interpellati durante un’inchiesta. Il lettore è chiamato ad ascoltare tutte queste voci, fra loro assolutamente eterogenee, che si intrecciano e interagiscono a formare un quadro piuttosto complesso e articolato. Quali furono le ragioni principali del più tragico disastro militare italiano prima della seconda guerra mondiale? Com’era organizzato il nostro esercito all’epoca? Cosa aveva orientato la scelta degli imperi centrali di dirigere la potente offensiva proprio contro il fronte italiano? Soprattutto, l’inchiesta non si sofferma solo sulle questioni di natura militare. La vicenda di Caporetto è esplorata a tutto tondo e da molteplici punti di vista, non ultimo e non meno importante l’esperienza che ne hanno avuto le popolazioni civili. La rotta del fronte e la tragica ritirata lasciò moltissimi civili in balia delle truppe d’invasione per più di un anno, producendo anche un’ondata di profughi senza precedenti che si riversò in ogni parte d’Italia come una vero e proprio flusso migratorio. Dalle testimonianze del passato, quindi, emerge l’attualità. I problemi di ieri si rivelano fin troppo spesso come problemi di oggi.



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