Dove sei Mathias?

Dove sei Mathias?
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Il giovane Sandor sta facendo un sogno noioso: è su un’isola deserta, non c’è molto da fare. Allora si sforza di svegliarsi. Non è detto che ci riesca. Fuori, in cortile, c’è un bambino. È bello. Sandor gli dice che gli vuole bene. «Lo so» gli risponde quello, «un giorno sarò tuo figlio. Ma prima devo morire»... Marc, ventidue anni, è seduto sulla panchina del parco. Sta aspettando che passi la ragazza di cui è innamorato, si accontenterebbe anche solo di guardarla un momento, che importa se lei non lo considererà nemmeno? Vuole solo osservarla, un’altra volta ancora: il modo in cui si muove, il viso, gli occhi. Quella ragazza però oggi è andata al parco e appena ha visto Marc gli ha detto di avere fretta e se n’è andata. Bugiarda. Invece Line ha dodici anni e sembra avere tutto il tempo del mondo: dice di amare Marc. «Line, tu non puoi capire. Sei solo una bambina». Dieci anni dopo...

Ci sono due testi di Agota Kristof nel brevissimo Dove sei Mathias? – ventiquattro pagine appena. Il primo, che dà il titolo alla raccolta, narra la storia di Sandor ed è scritto nei primi anni Settanta; il secondo,“Line, il tempo”, è una pièce teatrale datata 1978. Entrambi provengono dal Fondo Agota Kristof depositato a Berna negli Archivi Letterari Svizzeri. In chiusura, firmata da Marie-Thérese Lathio, c’è una lucida analisi sui temi più cari all’autrice: l’infanzia e l’inganno del tempo. Mezz’ora o anche meno e si ha già finito di leggere tutto, eppure in questi pochi minuti si apre un mondo differente, singolare, un pensiero indipendente. Qualcosa che resta impresso nella memoria ben dopo la fine della lettura: è l’universo di Agota. Chi ha già letto altri suoi libri, nel ritrovarlo, si sentirà accolto nella sua terribile bellezza; chi vi entra per la prima volta vorrà sedersi lì per un poco e, sebbene sia un luogo cupo nel quale persino la speranza ha rilievi opachi, probabilmente non vorrà più uscirne. Perché ogni parola della Kristof, compresa la più difficili da digerire, è da leggere, rileggere, conservare. L’unica nota negativa è che in tempi di crisi (ma probabilmente anche in tempi normali) comprare un libro di sole ventiquattro pagine può risultare indigesto: sarebbe stata una buona idea aggiungere qualche altro testo ai due di Dove sei Mathias?.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER