Dublino 90

Dublino 90

Anni ’90. Al Walsh’s Pub di Mannor Street a Dublino, davanti a un paio di drink, Bob McDermot sta provando in tutti i modi a convincere l’ormai ex calciatore Ted Sullivan ‒ in nome della vecchia amicizia che li lega ‒ a ritornare in pista. Ted ha smesso da troppo tempo però, dopo la maxi squalifica che l’ha colpito e alla vita da atleta ha sostituito presto quella da pub. Impensabile tornare ad una forma anche solo decente per indossare una divisa da calcio con tutta quella pancia, quei cocktail e quelle sigarette. Ma come fai a tradire un amico quando lo vedi camminare sull’orlo del precipizio? E così dopo più di tre anni Ted si ritrova con la sua auto nel posteggio del campo con l’adrenalina a mille a schizzargli in corpo. Quanto tempo ha sognato in fondo quel momento? Quante volte ha desiderato riprendersi quanto gli è stato tolto? Eppure ora che è li, la mano sulla portiera sembra quasi bloccata, incapace di aprire quel maledettissimo sportello...

Francesco Scarrone scrive per cinema e teatro: e si sente. La sua scrittura in presa diretta, guizzante, ritmata, con dialoghi fulminei, ficcanti, infarciti sempre di gustosissimo sarcasmo si adatterebbe splendidamente ad una sceneggiatura. Il suo bukowskiano Ted Sullivan suscita fin dal primo drink una contagiosa e irrefrenabile empatia e simpatia e non si vede l’ora di seguirne le improbabili e memorabili gesta, partendo proprio dal suo capolinea calcistico dove la squalifica a vita per aver truccato una partita l’ha relegato, e da dove l’ostinato e disperato Bob McDermot prova a stanarlo per non finire triturato nel baratro finanziario di banche, commercialisti e debiti che gli si spalancherebbe davanti in caso di retrocessione della sua sgangherata squadra. Un romanzo spassosissimo sul calcio ma non solo, da gustare ben oltre i novanta minuti regolamentari!



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