Due sirene in un bicchiere

A Gozo, Tamara e Dana gestiscono il B&B delle Sirene Stanche. Quattro stanze, ognuna ha dipinta dietro la porta una frase motivazionale. È una vacanza che rimette in forma corpo e anima. Lontani dal wi-fi, ci si riconnette con se stessi. Per prenotare un soggiorno bisogna scrivere una lettera, prendere in mano carta e penna e con sincerità scrivere il motivo per cui si vuole andare. Niente prenotazioni on line o siti pubblicitari, sarà solo una busta azzurra con una sirena dipinta a mano a confermare la vacanza. Dana ha preparato tutto, il programma delle attività, la cena, le camere con il kit della tregua: un manuale di istruzioni per il soggiorno, la guida dell’Isola di Gozo, una raccolta di citazioni e riflessioni per meditare, venti centimetri di filo rosso da infilare dentro a sette perle di vetro blu e un quaderno dove annotare pensieri e desideri nei successivi giorni di permanenza e due candele bianche per fare compagnia. Tamara, risalita dall’ atelier a piano terra, dove crea le sue quadrure marine, incubi figurati di una tragica mancanza, guarda Dana, la sua preziosa amica, che di lei si è presa cura tirandola fuori da una profonda depressione. Alle quattro del pomeriggio gli ospiti arriveranno, il grande portone turchese si aprirà per accoglierli. Eccoli, le due gemelle Lisa e Lara da Milano, giunte sull’isola per superare una delusione sentimentale, Olivia da Barcellona che vuole dimenticare l’ex marito e sogna un ristorante tutto suo, Jonas dall’Australia che vuole ritrovare le origini della madre ed Eva / Vera, una PR inglese che ha preso il posto di una sua collega rivale in cerca dello scoop della vita…

Ci sono tre giorni per piangere, tre per guarire, tre per gioire e uno per fare festa… Federica Brunini dice: “Volevo solo scrivere, leggere e viaggiare, ma soprattutto, raccontare storie, luoghi, persone, anime, suggestioni”. È una profonda amante del mare, la Gozo del romanzo è quella che conosce e abita. Il pregio della sua scrittura è quello di portarci dentro la storia con tutti i sensi. Una gita in barca o in luzzu per godere del mare, custode di segreti per Tamara e ritorno alle origini familiari per Jonas. Con Dana e Olivia gustiamo i sapori dei piatti, acqua cetriolo e menta, kunserva, bigilla di fagioli, ftira al formaggio, gazpacho… L’isola è una piccola comunità e come una famiglia protegge la privacy di Tamara dalle insistenti domande di Eva/Vera. Il mare prende e il mare dà, questo rappresentano le quadrure di Tamara, collages di materiali raccolti dalla battigia, plastica, legno, ferro, pietre e vetri che danno forma alla sua dolorosa mancanza. Elaborare con l’arte un lutto senza fine, cercare, tuffandosi e nuotando ogni giorno, chi il mare ha portato via, la sua Mia e continuare a vivere. La ricerca personale degli ospiti del B&B è una tregua da quello che ci portiamo addosso: ferite, sensi di colpa, rimpianti, indecisioni, perdite, paure. La riconquista dell’autostima di un nuovo consapevole inizio dei personaggi del romanzo, stimola chi legge a fare altrettanto e se volessimo per davvero fare una vacanza di questo genere non resta che seguire i consigli della Brunini http://www.goingozo.com/ o fare domanda per un’esperienza dalle Sirene https://www.federicabrunini.com/b-and-b-le-sirene-stanche/. Buon viaggio, e buona tregua.

 


 

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