Dyane 6 in viaggio

Dyane 6 in viaggio
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Zero: un borgo addormentato in mezzo ai monti dal nome misterioso ed evocativo. Ottanta anime in tutto, tra cui la signora Mina e il Pieri. Il nostro viaggiatore a bordo di una Dyane 6 beige si è fermato lì per conoscere le radici di quello strano appellativo. L'uomo e la donna, dopo averlo un po' squadrato in quella buffa auto, lo fanno accomodare in casa e cominciano a raccontare. Fu quando arrivò l'ufficio postale, dice il Pieri, che c'era bisogno di trovare un nome a quel gruppetto di case arrampicate sulla montagna e così, non trovando un accordo, alla fine fu un tipo un po' alticcio a concludere la discussione. Zero andava benissimo perché non è un numero, Zero semplicemente non esiste... La Dyane 6 percorre placida il dorso del torrente Vela. Per essere maggio l'aria è fin troppo calda. Il proprietario dell'auto posteggia accanto al piccolo canale prosciugato e percorre le vie lastricate che lo portano fino al piccolo paese. C'è silenzio e quiete. L'uomo entra in un bar per farsi una birra e dopo poco riprende il cammino attraverso la fitta foresta. Attorno a sé nella luce morbida del pomeriggio che va facendosi sera, solo vallate ampie, foreste di abetaie e imponenti larici. Poi un caseggiato e una locanda che sembra provenire dritta dal vecchio West, che lo invoglia ad entrare...
Marco Crestani, giovane veneziano studioso di storia e antropologia culturale, ci regala sulla sua Dyane 6, sei cartoline di altrettanti posti incantati e magici, tutti da  godere. Borghi costituiti da un pugno di case, dimenticati dal progresso e dal consumismo ma che racchiudono come scrigni scolpiti nella roccia, segreti di secoli passati, di tempi dimenticati e irrimediabilmente perduti. Come i testimoni che vi abitano, gestendo empori, locande e persino miniere per sparuti turisti finiti lì chissà come, uomini e donne che portano sul volto i segni della durezza della montagna e la saggezza di chi ha ancora qualcosa da tramandare e insegnare. Crestani è bravo a farti entrare in ogni crepaccio aperto tra le aspre rocce, in ogni piega del volto di montanari pregni di storia, a farti sentire l'odore pulito delle foreste incontaminate di abeti e larici, il tutto dondolando sugli ammortizzatori cigolanti della mitica Dyane 6, fedele compagna di viaggio del solitario protagonista e fil rouge di queste splendide polaroid dal sapore malinconicamente perduto. 


 

 

 

 
 
 
 
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