E buonanotte

E buonanotte

È estate, Luca si trova a casa di suo padre, al mare. Quando aveva diciannove anni, cioè sette anni fa, i suoi genitori hanno divorziato. Se qualcuno glielo chiedesse, Luca non direbbe di odiare suo padre, né di essere particolarmente risentito con lui, solo non vede perché ogni sera si senta in dovere di dargli il bacio della buonanotte. Che poi, potesse scegliere, nemmeno vorrebbe addormentarsi. Buonanotte rientra anche nel gruppo di parole insulse che Luca non sopporta, quelle che vengono dette per abitudine o per cortesia, alle quali si risponde con altrettante espressioni vuote di senso. Come stai, buongiorno, e peggio ancora buonanotte, se si considera la grande perdita di tempo che dormire comporta. Niente di buono davvero, a fare due rapidi conti. Viviamo in media ottant′anni, ovvero circa 700.800 ore. A dar credito ai medici, per condurre una vita sana, si dovrebbero dormire otto ore per notte, quantificabili in 2920 ore all'anno. Si fa presto a capire che nell′arco di una vita media di ottant′anni, ne viviamo solo cinquantatré. Così quando la sua migliore amica Roberta lo trascina riluttante nella tenda della veggente, alla festa del paese, dopo qualche prima diffidenza, Luca si lascia scappare proprio questo desiderio: voglio smettere di dormire…

È un romanzo quello che Daniele Doesn′t matter, al secolo Daniele Selvitella, consegna alle stampe, e non una biografia, come fa la maggior parte degli youtuber quando raggiunge una certa notorietà. Che poi qui si potrebbe aprire la noiosa teoria caldeggiata da molti secondo la quale ogni romanzo è un′autobiografia. Ma bando alla noia, ai Come stai e ai Buongiorno. Soprattutto bando alla Buonanotte, dal momento che ci toglie così tanta vita da vivere svegli. Come non essere d′accordo? Quanto tempo in più avremmo da dedicare a ciò che ci piace, se risparmiassimo tutte quelle inutili ore di sonno! O forse no. Nessuno davvero può prevedere gli effetti collaterali di un simile cambiamento, nessuno può sapere in anticipo quale shock possono subire le abitudini a un tale ritmo di vita. Senza contare che forse non saremmo neanche più noi stessi, perché l′abbondanza di questa preziosa risorsa che è lo stato di veglia potrebbe inaspettatamente aumentare la nostra sete di conoscenza a scapito forse delle stesse relazioni cui tanto ci importava di dedicarci all′inizio. L′unica cosa auspicabile alla fine è che ciascuno impieghi al meglio il suo tempo, prendendosi anche qualche bella pausa di sonno. Questi i contenuti, lo stile da canale youtube. Consigliato ai followers, astenersi se non si è del giro.



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