E luce sia

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John Pierpont Morgan, “il Napoleone di Wall Street” - secondo il “Times” - è semplicemente il banchiere più famoso del mondo, probabilmente uno degli uomini più ricchi del pianeta, ed è appena sceso dal treno nella stazione di Menlo Park, piccola località nel New Jersey. Il suo volto è inconfondibile, a causa del naso bitorzoluto per un’alterazione nota come “rinofima”, che lo rende simile ad un cavolfiore, e dell’abituale espressione feroce. È arrivato lì in segreto, ed è diretto al laboratorio sulla collina per incontrare e conoscere il grande inventore. Conta sull’effetto sorpresa - metodo infallibile con cui riesce a capire se valga o meno la pena rischiare i propri capitali - per valutare il suo interlocutore e comprendere se finanziarne le ricerche. Di lui ha sentito parlare come di un uomo che si è “fatto da solo, un eroe della classe operaia, poco istruito […] ma capace di sviluppare invenzioni miracolose semplicemente usando il cervello e lavorando sodo”. Thomas Alva Edison è chino sulla sua scrivania, intento a riordinare idee su progetti, brevetti, ma soprattutto su un ordine di confisca del suo laboratorio e dei terreni circostanti per via di alcuni prestiti non onorati: investire gli esigui proventi di ogni brevetto sulle ricerche su nuovi prototipi, nuovi marchingegni, comporta il restare perennemente a corto di denaro. Edison non può saperlo, ma la sua vita sta per cambiare: JP Morgan ha una visione, ed idee molto chiare sulle possibilità di creare una nuova industria sull’elettricità e su quella straordinaria invenzione del suo ospite: la lampadina…

Anthony McCarten, giornalista, produttore, regista e scrittore neozelandese, classe 1961, è noto soprattutto per essere stato lo sceneggiatore de La teoria del tutto, il film sulla vita di Stephen Hawking tratto da Verso l’infinito, il libro biografico scritto dalla prima moglie del celebre astrofisico britannico, e di Bohemian Rhapsody, il film premiato con una pioggia di Oscar sulla vita di Freddie Mercury e sui Queen, la sua leggendaria band. Nel 2017 si è cimentato nel doppio ruolo di scrittore e sceneggiatore con L’ora più buia, libro e film che hanno mostrato luci ed ombre di un personaggio storico del calibro di Winston Churchill. Pubblicato per la prima volta nel 2003, E luce sia (Brilliance in originale) offre un ritratto duplice di Thomas Alva Edison: a 32 anni, alla vigilia del perfezionamento (e della messa in produzione su larga scala) della lampada ad incandescenza, il brevetto che gli avrebbe dato fama e gloria, e al termine del proprio percorso di vita, al momento di tirare le somme di una esistenza segnata da onori e tragedie, contributi al progresso dell’umanità ed atti di insopportabile crudeltà condotti nel nome di quello stesso progresso. Ad esclusione di alcune pagine dal’ effetto quasi didascalico, e di qualche passaggio ridondante, il testo restituisce un Edison contraddittorio, un personaggio complesso con insospettabili debolezze e veri e propri tratti di follia, ossessionato dalla volontà di imporre la propria visione ad ogni costo, al punto da venir meno ai suoi stessi ideali, ben lontano dalla figura iconica di inventore instancabile, all’epoca fatto oggetto di culto, vero e proprio “american hero” a cui fu dedicato persino un filone di storie di fantascienza, tra cui una improbabile Edison’s conquest of Mars, scritto nel 1898 da Garrett P. Serviss, un seguito non autorizzato del capolavoro di H.G. Wells La guerra dei mondi.

 


 

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