E nessuno viene a prendermi

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Alle ore 19.00 del 20 luglio 2019 il languido caldo afoso dell’estate torinese viene squassato da una violenta perturbazione piovosa. Matteo viene colto da un’irrefrenabile serie di attacchi d’ansia. Dopo aver trascorso la sua prima giornata di ferie solo tra le mura domestiche, mentre la moglie Barbara si è recata in visita dai genitori con la figlioletta Rebecca, decide di uscire di casa nella speranza di liberarsi dal tormento. La città gli appare avvolta da un’atmosfera irreale, svuotata dalla pioggia e resa allucinata dall’attesa imminente di un grande evento. A cinquant’anni esatti dal primo sbarco dell’uomo sulla Luna, tutti sono inchiodati alla televisione in trepidante attesa dell’atterraggio questa volta su Marte. Trascinato dall’inquietudine sempre più incontenibile si proietta in un viaggio notturno tra ricordi e rivisitazioni di persone legate al suo passato, lasciando che l’emotività a lungo repressa dia vita a una sequenza di atti di abiezione morale e di violenza gratuita fino a quel momento inimmaginabili. Ora che non può più cambiare il mondo, il rumore dei battiti del cuore deflagrano in lui come i resti di una vita che non c’è più…   
In questa storia dal ritmo in crescendo, Simone Cutri - classe 1982 e una laurea specialistica in Letteratura, Linguistica a Filologia - rivela un’apprezzabile abilità nel mescolare gli ingredienti del thriller e del fantastico per creare invece un romanzo psicologico pieno di un’umanità profonda che nemmeno la follia disperata e autodistruttiva del protagonista riesce ad appannare. Il delirio drammatico e improvviso del protagonista, che si dipana nell’angusto spazio di una sola notte, ci arriva come la messa a nudo di un cuore tormentato dall’impossibilità di accettare la deriva dei sogni e nello stesso tempo dalla febbrile necessità di identificare il punto esatto in cui poter uscire dal baratro di un nuovo mondo a cui avverte con disagio di non poter appartenere. Come in un diario scritto con il neutro della terza persona, l’autore coinvolge emotivamente il lettore in un racconto spoglio di dialoghi. Dà vita alla costruzione di un’atmosfera cupa e angosciata, a cui unisce la mirabile qualità di un narratore capace di prosa fluida ed elegante anche quando la storia è più intrisa di disperazione.  Ma siamo sicuri che quel labirinto di follia in cui si aggira Matteo non sia in fondo lo stesso scenario di disillusione e di smarrimento in cui dispieghiamo a fatica la nostra esistenza dopo il crollo dell’età del conformismo e dell’ipocrisia?

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