E trentuno con la morte

E trentuno con la morte
Fiume, 15 dicembre 1920, ore 18.00. A pochi giorni da quello che sarebbe stato poi conosciuto nel mondo come il Natale di Sangue, Gabriele d’Annunzio, Comandante e Reggente della Reggenza italiana del Carnaro, decide di invitare a cena alcuni tra i rappresentanti diplomatici franco-britannici per informarli delle sue determinazioni politiche relative al disconoscimento degli accordi internazionali che priveranno l’Italia della città di Fiume. Una cena organizzata da d’Annunzio non può che immaginarsi come una cena delle beffe:  requisito il manicomio diretto dall’enigmatico professor Zoser, il Comandante monocolo riceve in grande stile i funzionari governativi. Tuttavia, nel corso della serata, la beffa si trasforma in tragedia. Il professor Zoser, unico ed esclusivo tenutario dell’edificio, di cui conosce ogni meandro per avervi installato in tutto segreto un laboratorio sperimentale di elettroconvulsioni, viene ritrovato cadavere legato al lettino elettrico del suo laboratorio. Incaricato delle indagini dal Comandante d’Annunzio è il tenente Marni, improvvisato detective che deve fare i conti non solo con l’omicidio di Zoser ma con quella che, nel corso delle indagini, si scopre essere una vera e propria catena di morti equivoche ed altamente sospette...
Finita la Prima guerra mondiale con l’Italia tra le potenze vincitrici, venne prima stipulato a Londra e poi ribadito a Parigi un accordo internazionale che prevedeva l’assegnazione della città italiana di Fiume al Regno di Serbi Croati e Sloveni (la futura Jugoslavia). Questa vittoria italiana, “mutilata” (secondo la definizione che ne diedero gli irredentisti italiani) della città dalmata, vene aspramente contestata da una parte dell’opinione pubblica italiana e il 12 settembre 1919 d’Annunzio, a capo di un esercito irregolare di “arditi” ed ex combattenti, irruppe in Fiume dichiarando la città territorio libero e insediandovi la cosiddetta Reggenza dell’intero Golfo del Carnaro. Quando il 12 novembre 1920, con il Trattato di Rapallo le potenze vincitrici della guerra si impegnarono a garantire Fiume come città libera, d’Annunzio decise di rifiutare il trattato determinato a resistere per difendere l’italianità di Fiume. Per questo, l’esercito italiano, comandato dal generale Caviglia, per far rispettare i patti internazionali, fu costretto all’intervento armato contro i legionari dannunziani, nel dicembre 1920 (chiamato, per quella circostanza, ‘Natale di Sangue’). In questo quadro storico, come Giulio Leoni aveva già sperimentato con la storia medievale nella sua saga dedicata a Dante Alighieri detective, s’innesta la fantasia dello scrittore che crea un thriller di ampio respiro, ben documentato sul piano storico e ben articolato sul piano narrativo. L’indagine sull’omicidio si snoda, infatti, tra eventi internazionali (veri) e squilibrati profili psicologici di personaggi-attori di un giallo che incolla il lettore al libro dalla prima all’ultima pagina.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER