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Medjugorie, normale giornata di pellegrinaggi. Suor Dorotea accompagna una comitiva di anziani fedeli: sulla via del ritorno, mentre contempla il Cristo Risorto di Ajdic le strane urla di un uomo in preda a convulsioni richiamano la sua attenzione, invitandola a intervenire. L’uomo sembra svenire per poi però riprendersi e scagliarsi con violenza su di lei, sbattendola a terra esanime… Salisburgo, Geitreidegasse. Martino è arrivato da Vienna, zaino in spalla e bicicletta: mentre osserva spaesato la nuova città urta un signore del posto che gli risponde in malo modo. Uno spintone e si ritrova in terra ma una strana forza, mescolata ad un intensissima rabbia lo induce a ferire e distruggere chiunque gli si ponga davanti… Lido di Camaiore. Federico, un giovane sportivo, entra in un supermercato: lo attraversa un brivido come di febbre, proprio ciò che lo porterà improvvisamente a colpire a morte, una, due, tre persone, in una folle furia omicida… Roma, via dei Fori Imperiali. Massimo Nicola Cortese, carabiniere versiliese, sta per cimentarsi nella maratona cittadina, dopo mesi di tenace allenamento: dopo i primi chilometri è tra le prime posizioni ma la caviglia di un avversario lo fa inciampare, suscitando in lui una reazione inaspettatamente violenta… Tanti, troppi raptus nell’arco di poco tempo: uno, poi, con protagonista l’inappuntabile e mansueto Massimo Nicola, la persona più lontana immaginabile dall’assunzione di sostanze stupefacenti o eccitanti. Per questo il maresciallo Puccinelli e il commissario Biagini si ritrovano nuovamente  fianco a fianco a gestire le complicate indagini del caso, mettendone in luce similitudini e controsensi. Scopriranno che dietro a questi raptus c’è uno strana bevanda, dietro a questa bevanda un’associazione coinvolta in interessi misteriosi e dietro questi interessi un’utopia pericolosa…
Giunge al suo terzo episodio la saga noir “made in Versilia” di Elena Torre e Anna Marani: questa volta i nostri eroi si ritrovano alle prese con un caso impegnativo, dai contorni foschi ed eticamente poco lineari. Le atmosfere rapide e convulse del giallo si mescolano alla volontà di veicolare un messaggio forte, di grande portata: a cosa può arrivare la mente di un uomo accecato dalla sua utopia? E quanto può essere benevola, umana, risolutiva la sua utopia se in nome della sua realizzazione dobbiamo calpestare vite umane, distruggere famiglie, fare del male a persone come noi? Sono interrogativi vecchi come il mondo ma che le due scrittrici riescono a porre ai loro lettori in maniera innovativa, facendoli trapelare tra un attimo di suspence e l’altro. Non mancano assolutamente infatti quelli che sono gli ingredienti primari per un giallo stuzzicante, condito da un’immancabile comicità che contraddistingue gli amabili amici-nemici Biagini e Puccinelli. Non c’era modo migliore per chiudere l’avvincente trilogia della coppia Torre Marani. 

 

 

 

 
 
 
 
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