Ecoprofughi

Ecoprofughi

Certo, non abbiamo fretta. Pare che nuovi studi concedano all’umanità ancora oltre 5 miliardi di anni prima che si possa assistere alla fagocitazione della Terra da parte del Sole. Può darsi che per quel tempo o si riesca ad agganciarsi ad altre forze di gravità o si diventi capaci di muovere verso sistemi solari più ospitali. La migrazione, poi, è presente anche in biologia. Noi stessi siamo migrati per arrivare dove siamo. Una piccola notazione: ciascuno ha un teorico albero genealogico di migliaia di generazioni: vite di chemio-batteri autotrofi e poi di batteri fotosintetici risalgono infatti a quasi 4 miliardi di anni fa; vite di animali sono poi ricostruibili da circa 600 milioni di anni. Che dire poi delle società umane? Le migrazioni non sono un fenomeno pacifico e ogni periodo è interpretabile anche come una guerra fra specie diverse. L’agricoltura s’impadronisce di habitat, mentre gli Stati costringono specie ed ecosistemi nell’angustia di sovrani confini innaturali, per non parlare poi dell’ordine capitalistico e tutta la sua pratica consumistica…

Grazie ad una modalità trattatistica improntata ad un eclettismo non fine a se stesso il cimento saggistico di Valerio Calzolaio Ecoprofughi cattura il lettore per la sensibilità con cui il tema della migrazione e della condizione del profugo è affrontato nelle sue più ampie, onto-cosmologiche, implicazioni. Un saggio di impostazione davvero moderna, che combina l’indagine sociologica con il dato puramente statistico e scientifico, secondo un’ispirazione che tenta di gettare un ponte fra scienza e umanesimo, nella convinzione di fondo che non esistano diversi destini, bensì un solo grande scacchiere dove avvengono tutti i fenomeni noti allo scibile umano: l’idea di ricordare che la nostra stessa presenza chimico-fisica è il frutto di una serie di fattori migratori è una trovata efficacissima per evitare la retorica delle buone intenzioni sulle questioni di cronaca contemporanea centrate sui fenomeni migratori. Un saggio che sarebbe piaciuto al Deleuze teorico del pensiero monade, oltre che al Monod de Il caso e la necessità.



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