Einstein e l’arte di andare in bicicletta

Einstein e l’arte di andare in bicicletta
Sapevate che Albert Einstein, uno dei più celebri fisici della storia della scienza, insignito del Premio Nobel nel 1921, venne definito da uno dei suoi docenti universitari un “cane indolente”? Che scrisse i quattro articoli che rivoluzionarono la fisica quando era un semplice dipendente dell’Ufficio Brevetti? Che il fatto di condurre una vita da sbadato cronico non gli impedì tuttavia di battersi appassionatamente in favore della difesa dei diritti e della democrazia? Che non rinunciò alle luci della ribalta sociale pur impegnandosi strenuamente in generose attività umanitarie? Che sostenne la preminenza dell’immaginazione sulla verità scientifica, benché su letto di morte continuava a compilare formule aritmetiche? Insomma, che la sua vita fu una concertazione sinfonica di armoniose contraddizioni? La sua condizione, perennemente in bilico tra creatività e pratica, ci richiama alla mente l’impegno che ogni ciclista sostiene per mantenersi in equilibrio e procedere senza sbilanciarsi. Ci esorta a recuperare la bicicletta per spostarci tra le logoranti vie dello stress quotidiano, senza rinunciare a coniugare il piacere salutare di una rinnovata meditazione creativa alle esigenze pratiche…

Non è la filosofia rumorosa che si fa sui media e nelle piazze dei numerosi Festival disseminati ormai ovunque; non è nemmeno la filosofia austera che si tiene con toni impostati e oggi motivatamente inclini al malinconico nelle aule universitarie. È una filosofia dai toni sommessi e spontanei che non è raro ascoltare in un cenacolo di amici; un amabile giardino di pensieri in cui l’animo umano torna a respirare rigeneranti fragranze di precetti di salutare uso pratico. Ma, soprattutto, Einstein e l’arte di andare in bicicletta (sottotitolo E vivere felici) costituisce la filosofia divulgata da uno dei più originali, singolari pensatori e scrittori contemporanei. Nato ad Albury in Australia nel 1979, Ben Irvine ha conseguito un dottorato a Cambridge in Storia e filosofia della scienza. Editore e fondatore della rivista “Journal of Modern Wisdom”, sostiene di “aver sempre preferito ai paludamenti e alle costrizioni dell’Accademia la libertà del pensiero nomade a attivista”. Ne dà prova anche in questo agile volumetto nel quale, mantiene fede a una concezione della filosofia che è essenzialmente metodo per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni e trovare la via del benessere. Originale? Efficace? Direi piuttosto ragionevolmente noioso come un sermone domenicale.

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