Elefante a sorpresa

Elefante a sorpresa
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

È una di quelle serate buie e fredde di gennaio in cui l’acqua sembra venire giù dal cielo a secchiate. Hap e Leo hanno appena terminato il turno di lavoro di sorveglianza a San Augustine e se ne stanno tornando a La Borde. Hap guida cercando di schivare le foglie e i rami che si abbattono sulla carrozzeria dell’auto provando a scorgere qualcosa oltre il cofano, ma tra la forza del vento e la pioggia battente è già tanto se riesce a rimanere in carreggiata. E proprio mentre sovrappensiero pregusta il piatto caldo e la tazza di decaffeinato che sicuramente lo attendono a casa, Leo di fianco gli urla di sterzare perché qualcosa, nel buio, ha attraversato la strada. Possibile abbiano visto bene? Il tempo di fare inversione e la sagoma di una ragazza si blocca al centro della strada: agita le braccia “piccola, pallida e palesemente sfinita” con qualcosa di scuro che le scorre dalla bocca fin lungo il mento. Crolla esanime a terra e a Leo non resta che raccoglierla come una bambola di pezza e adagiarla sul sedile posteriore dell’auto: ha bisogno di aiuto, un fiotto di sangue continua a sgorgare dalla bocca. Ed è proprio mentre i tre si apprestano a rimettersi in viaggio per cercare aiuto che un grosso Suv nero si materializza improvvisamente da una stradina laterale: dal lato passeggero scende un “nero grande e grosso, vestito di scuro e con un cappello anch’esso scuro, fradicio di pioggia”. È una pistola quella che solleva e punta contro Hap e Leo?...

Ancora l’East Texas a far da sfondo alle avventure di Hap Collins e Leonard Pine, i due scavezzacollo più temuti del Paese, non più giovani è vero ma ancora incredibilmente sempre al centro di situazioni a dir poco scomode. E ormai così nei cuori di quelli che li hanno seguiti sin dal primo romanzo Una stagione selvaggia, da perdonare loro il fatto di aver perso un po’ di smalto strada facendo. Forse non sono più impulsivi come qualche anno addietro, è vero, forse non hanno più tanta voglia di menare le mani, eppure quando si trovano di fronte ad una povera ragazza seminuda e in shock che chiede aiuto nel bel mezzo di una tempesta e alla quale scoprono essere stata tagliata la lingua, non esitano nemmeno un secondo per andare in suo soccorso. Gli elementi classici delle loro avventure ci sono tutti: armi, scazzottate, fughe rocambolesche e personaggi così caricaturali che solo il genio di Lansdale sa partorire. Sopra tutto il profondo senso di giustizia che guida tutte le azioni dei due, secondo un codice etico che li spinge a perseguire sempre la giustizia anche quando essa non coincide con la legge (“Quando ci pensa la legge, a raddrizzare i torti, non c’è bisogno di fare nulla. Ma non è così che vanno le cose: non sempre. E come hai detto anche tu, quando la legge è la prima a non rispettare la legge, o si rifiuta di fare il proprio dovere, è come se non esistesse più”). Fra elementi pulp e dialoghi che strappano il sorriso, affiorano però riflessioni profonde su temi importanti: dalla paura dell’Altro ai cambiamenti climatici all’uso delle armi. Ed è per questo che amiamo Lansdale, perché quelle che sembrano semplici storie ci obbligano sempre ad interrogarci su noi stessi, sui valori in cui crediamo e sui principi che regolano la nostra società.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER