Per Elisa

Per Elisa
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Ungheria, 1917-1935. Educata all’amore per la cultura, illuminata da un’innata dote nell’utilizzo delle parole e accompagnata da una sottile intelligenza sin da piccola, Magda Szabó ama parlare ed essere ascoltata, inventa e racconta storie, e impara ad affermare, con spontaneità e senza timore, le proprie opinioni. Il suo essere fantasiosa, vivace, estroversa, loquace e sicura di sé la porta però a scontrarsi, sin dai primi anni di scuola, con alcuni insegnanti, un conflitto spiacevole che tuttavia non la intimorisce: stringe i denti e si batte per cercare di esprimere la sua personalità. Perspicace, assetata di conoscenza, studiosa e ‘visitatrice’ assidua dei classici latini e greci, Magda è anche una ragazza vitale così coltiva, con passione, le sue amicizie (Lidika e Pálma sono le sue amiche più care) e conosce presto l’ardore della prima cotta (il suo insegnante di latino). L’affiancano, in questo suo vivere, gli adorati genitori e l’amatissima sorella Cili la cui morte prematura diventerà il suo strazio più grande: “Cili ero io, mentre lei era me, ovvero l’una le mancanze dell’altra, in due formavamo un autentico intero. Quando vado ad Amalfi, siedo accanto alla sua tomba, e medito su dove sarei finita con questa mia cultura raffinata all’inverosimile senza la bontà primitiva di Cili. Sto lì a picchiare sulla pietra, picchiare sulla pietra con il pugno, perché si alzi e ritorni, e dai miei occhi non avvezzi a piangere sgorgano le lacrime”…
Per Elisa, il cui sottotitolo è Cili, è la prima parte – avrebbero dovuto essere tre - dell’autobiografia firmata dalla compianta scrittrice ungherese Magda Szabó che qui racconta il periodo che va dalla sua fanciullezza all’esame di maturità, anche se non mancano alcuni significativi richiami all’età adulta e alla vecchiaia. Scritto cinque anni prima della sua morte (l’edizione ungherese risale al 2002 e la Nostra morì nel 2007) e suo ultimo libro, Per Elisa è una prosa che sa di commiato, è un saluto dolceamaro (generato dal ricordo di ciò che è stato e non sarà più) e virtuoso (frutto di uno scrivere bello), è un congedo intonato con voce stentorea e trascinante. E veramente, ad abbracciarci è un’opera rigogliosa nella quale sembra che il tempo si sia realmente fermato agli anni della giovinezza della Szabó tanta è l’esaustività e tanta è la limpidezza con cui la scrittrice ungherese spiega generalità e minuzie della sua vita vissuta, come se volesse farcene diventare parte e non semplicemente mettercene a parte e ritenesse che la completezza e la cristallinità fossero gli strumenti migliori per riuscirci. Così, le sue attente parole fatte di monologhi e di dialoghi multicolore (amorosi, sagaci, spiritosi, colti, confidenziali, malinconici) ci accompagnano e ci fanno accomodare nel suo mondo: facciamo la conoscenza della Magda ragazzina, respiriamo la mutilata Ungheria della sua adolescenza (è il periodo immediatamente successivo al primo conflitto mondiale e l’Ungheria, che ha perso la guerra, a causa del Trattato di pace del Trianon è stata privata di numerose parti del suo territorio), assistiamo alle sue chiacchierate, scrutiamo gli sguardi che ha incrociato e i volti che ha amato, e veniamo fatti partecipi delle speranze che ha coltivato, del dolore che ha patito, dell’amore che le è stato donato e di quello che ha profuso. Scritto con la medesima grazia che viene usata dall’orafo quando plasma un pregiato monile e chiamato con un titolo che sembra una dolcissima preghiera (l’intestazione è un omaggio meraviglioso e triste che Magda Szabó fa a sua sorella Cili che, un giorno, canticchiando il motivo beethoveniano, “Per Elisa”, le disse: “Scrivi un testo per questa melodia [..] io posso solo improvvisare, ma tu sai scrivere poesie. Scrivi una cosa simile a quella che è venuta in mente a me, ma meglio: Pensami, quando più non ci sarò, spesso, spesso”; e la Szabó l’ha esaudita: “Io serberò i tuoi desideri segreti, sempre, sempre. Io conoscevo tutti i tuoi sogni, tutti, tutti. Pensami, quando più non ci sarò. Spesso, spesso. Cili, ti penso io. Adesso che ho messo per iscritto e che il lettore incontra per la prima volta la spiegazione del titolo del romanzo, anche adesso, nel silenzio della notte, accanto alla macchina da scrivere, il ricordo è qui, e la vita misteriosa cha a quel tempo ancora per noi due era nascosta da un velo.”), Per Elisa è un libro che sa parlare. 

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