Elogio delle donne mature

Elogio delle donne mature
Vigilia della II Guerra Mondiale, Budapest. Andràs Vajda è un adolescente sensibile e riflessivo che vive la sua educazione sentimentale dapprima facendo da mediatore tra le donne ungheresi che si prostituiscono per fame ed i soldati alleati, e poi cercando di sedurre le ragazze della sua età. Scottato da esperienze poco piacevoli, e complice una vicina sposata ma inquieta, decide di dedicarsi alle donne mature...
Dopo troppi anni di colpevole silenzio, arriva in Italia grazie a Marsilio questo gioiellino della letteratura del '900. Pubblicato nel 1965 in Canada da un giovane immigrato ungherese a sue spese dopo l'ennesimo rifiuto di un editore, ebbe un lusinghiero successo che dura tuttora, e non a caso. Molti critici sono giunti a scomodare Henry Miller, ma il tono generale del romanzo di Vizinczey è decisamente più lieve, ironico, innocente, insolitamente moderno. Il libro finge di essere l'autobiografia di un professore universitario di mezz'età di origine ungherese, che incuriosito e turbato dalle idee in campo di erotismo dei suoi studenti del Michigan, decide di narrare la sua educazione sentimentale: un escamotage a cavallo tra fiction e memoriale usato da molti altri scrittori, a volte con risultati memorabili. Le avventure dell'adolescente Andràs, che dopo aver constatato più volte con dolore, rabbia e frustrazione l'incapacità delle sue partner coetanee a relazionarsi con lui in modo sereno, disinibito e rilassato, decide di dirottare i suoi interessi sessuali su donne intorno ai quarant'anni, sono dense di un filosofeggiare misogino quanto basta e cinico quanto si deve che le rende una sorta di manifesto programmatico di una sessualità ilare, opportunista e disincantata ben poco politically correct ma decisamente divertente, coinvolgente, a tratti emozionante. Come non essere turbati dalla doccia della Contessa S., umiliata e al tempo stesso lusingata dal suo bisogno di prostituirsi, o dalla vestaglia stropicciata della signora Maya, ben consapevole della massima di Alexandre Dumas "Le catene del matrimonio sono così pesanti che bisogna essere in due per portarle, e a volte anche in tre"? Con stile molto 'mitteleuropeo' e mai volgare l'autore ci guida alla scoperta di figure di donne davvero indimenticabili, raccontate nella loro complessa umanità: di fronte a tanto, l'ormonale nevroticità delle teenager tanto celebrata al giorno d'oggi ne esce drammaticamente ridimensionata, se non a pezzi.

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