Epic ‒ Genio e follia di Mike Patton

Epic ‒ Genio e follia di Mike Patton

Eureka è una città del nord della California dove regna la calma piatta tipica della provincia americana, caratterizzata da un clima autunnale praticamente trecentosessantacinque giorni allˊanno. È proprio qui, a Eureka, che il 27 gennaio 1968 nasce Michael Allan Patton. Il giovane Mike è uno studente brillante che tende spesso a isolarsi; a complicarne la vita sociale contribuisce la grande passione per i videogiochi che lo accompagnerà per anni. Troppo a Sud di Seattle e troppo a nord di Los Angeles, Eureka è un posto sperduto dove è impossibile ascoltare musica live: nessun locale, arena o palazzetto. A far comprendere a Mike quale sarà la propria strada sarà però la programmazione radiofonica statunitense degli anniˊ80; anche nella cittadina californiana arriva infatti il thrash di Metallica e Slayer, l’ heavy metal e il potente glam rock di Van Halen, Mӧtley Crüe e Bon Jovi. Mike non sa suonare nessuno strumento e percepisce la propria voce come stridula, ma allo stesso tempo è determinato a esprimere la propria creatività attraverso la musica; ed è così che, assieme a un gruppo di amici, fonda i Mr. Bungle, band schizofrenica capace di passare dal black metal al funk e allo ska. La formazione capitanata da Patton comincia a smuovere le acque nella scena rock, attirando una sempre maggiore attenzione su di sé. Ma le capacità del frontman attirano anche lˊinteresse di un altro gruppo emergente rimasto orfano di un cantante, i Faith No More...

La prima cosa che penso quando vedo una biografia di un cantante o di una band che supera le trecento pagine è: “Ma che ci sarà da dire?!”. Spesso, addentrandomi nella lettura, capisco che ne sarebbero bastate un centinaio; altre, che probabilmente sarebbe stato meglio non scrivere niente. Accade a volte però, anche se raramente, di trovarsi davanti a personaggi che meriterebbero unˊenciclopedia: Bowie, Lennon, Curtis, Strummer, Cash tra quelli che ci hanno lasciato, ma anche tra i presenti: Patti Smith, Springsteen, Michael Stipe. La spiegazione di ciò sta nel fatto che non è la storia del personaggio il fattore importante di una biografia; un cantante famoso viene prodotto, registra un po' di dischi, guadagna una sacco di soldi, a volte vive di gloria, altre viene dimenticato: la vita di quasi tutti i cantanti è un loop. Quello che è veramente interessante è il segno che il cantante ha lasciato, i danni che ha combinato e ciò che ha costruito, le vite che ha cambiato, le “cose buone” e quelle pessime, le cadute e le impennate, lˊeredità che lascia in termini creativi. Mike Patton è un artista che decisamente merita le oltre cinquecento pagine che Giovanni Rossi, con tanto impegno e tanta cura, gli ha dedicato. Un libro coinvolgente e ben scritto che, con tutta probabilità purtroppo, ha lˊunico difetto di attirare lˊattenzione dei soli fan. Sarebbe molto bello se domani un ragazzo di quindici anni leggesse questo articolo, decidesse quindi di comprare questo bel libro e un album che si chiama King for a day fool for a lifetime. Sarebbe bello se questo ragazzo ascoltasse quel disco e leggesse di Mike Patton, uno che mentre sta facendo una performance pazzesca su un palco, ti manda a fare in culo e ti dà dello stronzo (parlo per esperienza personale), dividendo il pubblico tra chi lo vorrebbe massacrare (pochi) e quelli che si fanno trasportare dalla sua potenza comunicativa. E poi, sarebbe bello se questo ragazzo cercasse amici per fondare una band...



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