Era tutta un’altra storia

Era tutta un’altra storia
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Fine giugno 2002, Mousterlin, Bretagna. Forse è stato un errore fermarsi là, forse era meglio proseguire verso sud. Perché in fondo era questo che l’uomo voleva da quel viaggio: andare a sud, senza una meta precisa. Lo aveva spiegato anche al dottor L. e lui dopo una iniziale titubanza si era mostrato contento che quel suo tormentato paziente avesse voglia di pensare alla sua vita e scrivere tutte le sue sensazioni in un diario. Tuttavia ha deciso che si fermerà ancora un po’ a casa di quell’Erik. Lo ha raccolto mentre faceva l’autostop qualche giorno prima, gli ha spiegato che sarebbe dovuto andare in vacanza lì in Bretagna con una ragazza, ma che si erano lasciati quando ormai era troppo tardi per disdire la prenotazione. Chissà se è una balla. Forse Erik è omosessuale, o più probabilmente bisex, non sembra un soggetto semplice ma comunque sono affari suoi, finché tiene le mani a posto. Sono più fastidiosi senza dubbio gli altri. Erik e l’uomo li hanno incontrati in un piccolo mercato e da quel momento non se li sono più scollati di dosso. Sono due coppie, svedesi come loro e come loro in vacanza. Hanno voglia di divertirsi, sembrano disinibiti. Hanno tutti un qualche legame con la cittadina di Kymlinge: una delle due donne ci è cresciuta e poi si è trasferita a Göteborg, l’altra ci vive da quando ha dieci anni, anche l’uomo ed Erik vengono da là. E poi c’è la ragazzina. Avrà dodici o tredici anni, è bretone, si chiama Troaë e sta a Mousterlin con la nonna. L’hanno conosciuta perché ha chiesto di far loro un ritratto mentre erano in spiaggia e da quel giorno è entrata nel gruppo anche lei, con le sue mossette, il suo mistero e la sua nudità esibita con malizia a ogni occasione… Fine luglio 2007, Hogrän, Svezia. L’ispettore della Polizia giudiziaria Gunnar Barbarotti sta per cominciare le sue sospirate ferie. La figlia Sara è a Londra, dove ha cominciato a lavorare in una boutique, i figli Lars e Martin vivono con la madre e il suo nuovo compagno a Copenaghen e forse passerà un po’ di tempo con loro a fine agosto: ma ora tocca a lui, a lui e a Marianne. La conosce e ne va pazzo da quasi un anno: è una bellissima ostetrica della sua età, anche lei divorziata con figli. Finalmente hanno la possibilità di passare una settimana lontani da tutto e tutti, soli nella casetta in campagna di Marianne, a dieci chilometri dal mare, senza televisione e telefono, a chiacchierare, passeggiare e fare l’amore. Barbarotti non vuole seccature, non ha nemmeno aperto la posta ricevuta l’ultimo giorno a Kymlinge, ha ancora le buste in tasca. Ne apre distrattamente una, non sembra la solita bolletta: è una lettera anonima, c’è scritto HO INTENZIONE DI AMMAZZARE ERIK BERGMAN. VEDIAMO SE RIESCI A FERMARMI. Cazzo. Ora chi lo dice a Marianne…

Seconda avventura per l’ispettore di polizia svedese dalle origini italiane Gunnar Barbarotti (il cognome a noi sembra buffo, ma per qualche motivo deve suonare esotico e affascinante agli svedesi) creato dalla penna di Håkan Nesser, già celebre per il ciclo del commissario Van Veeteren. Gli elementi che hanno fatto la fortuna del noir scandinavo ci sono tutti: l’andamento lento, l’assoluta “normalità” dei protagonisti (anche se a volte la mancanza di brillantezza nelle indagini diventa irritante, più che aumentare la verosimiglianza), i dialoghi didascalici al massimo, la malinconia di fondo. Nesser di diverso ci mette dosi di erotismo e di ironia più elevate della media dei suoi conterranei e la trovata del poliziotto ateo che dialoga e scommette costantemente con Dio. Era tutta un’altra storia è giocato – come suggerisce il titolo – su ciò che è vero e ciò che lo sembra soltanto, con il lettore che sin dalle prime pagine è proiettato nella mente dell’assassino ed è spinto a commettere l’errore di dare per scontato che quella visione della realtà sia credibile, che la storia sia andata e vada effettivamente così. Nel 2011 è stato realizzato in Germania un film per la tv su Gunnar Barbarotti per la regia di Hannu Salonen con protagonista Anders W. Berthelsen.



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