Era un giorno qualsiasi

Era un giorno qualsiasi

Alberto Guadagnucci ha dieci anni e vive con sua madre Elena. È il frutto di una relazione clandestina e vede suo padre due o tre volte al mese. Prima abitavano a Fiumetto, una frazione di Pietrasanta, poi si son dovuti trasferire nelle parti di Tonfano, in direzione di Viareggio. In Europa imperversa quella che i libri di storia chiameranno la Seconda guerra mondiale. Mussolini è già stato arrestato e in Italia è scoppiata una vera e propria guerra civile. Ma in fin dei conti, la sua è un’infanzia felice. Agli inizi del 1944, però, i tedeschi hanno invaso il nord Italia e sono ormai dappertutto. La vita inizia a diventare davvero difficile. Pericolosa. Tra la fine di giugno e i primi di luglio arriva l’ordine di sfollamento: tutti i civili del litorale, fino a Pietrasanta, devono lasciare le proprie abitazioni e spostarsi verso le colline oltre la città. Non è facile, in questo periodo, trovare una sistemazione. Dopo un primo tentativo andato male, Alberto ed Elena riescono a trovare ospitalità presso un piccolo paese sulle montagne alle spalle di Camaiore. Un luogo appartato e tranquillo: Sant’Anna di Stazzema. Una scelta che cambierà per sempre il loro destino. All’alba di sabato 12 agosto 1944, infatti, qualcuno arriva correndo e gridando “I tedeschi, i tedeschi!”. La 16ª divisione volontari delle Waffen SS di fanteria meccanizzata, con alcuni italiani della 36 ª Brigata Mussolini travestiti con divise tedesche, fa ingresso a Sant’Anna di Stazzema e inizia indiscriminatamente a fare strage di uomini, donne, vecchi e bambini. Al primo suono degli spari, Alberto è riuscito a rifugiarsi nel bosco insieme al suo amico Arnaldo e il suo nonno Pasquale. Elena, invece, è tra le 393 vittime di uno degli eccidi più feroci che la storia ricordi…

Con Era un giorno qualsiasi Lorenzo Guadagnucci ˗ scrittore , giornalista del “Quotidiano Nazionale”, cofondatore del “Comitato Verità e Giustizia per Genova” e del gruppo “Giornalisti contro il razzismo”, nonché vittima dei fatti della Diaz del 2001 ˗ compie un’operazione letteraria interessante e originale: immedesimarsi in una delle vittime dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema e portare la testimonianza di prima mano di quei fatti che hanno lacerato in modo indissolubile la storia italiana. L’io narrante è infatti suo padre Alberto, che all’epoca dei fatti aveva solo dieci anni e solo per caso riuscì a mettersi in salvo. «Tante volte ho ripensato a quella giornata che ha cambiato la mia vita e distrutto quella della mamma. So di essermi salvato grazie a un episodio piccolo piccolo: la decisione di seguire Arnaldo e nonno Pasquale, disobbedendo alla mamma. Lei mi voleva tenere con sé, quella mattina, ma io non ero il tipo da obbedire subito a qualsiasi ordine. Forse, se fossi stato un bambino timoroso, attaccato alle gonne della madre, sarei rimasto con lei e avremmo condiviso la stessa sorte: l’incolonnamento, la chiusura dentro la stalla della Vaccareccia, le bombe a mano, i colpi di mitra, l’incendio». Parole che lacerano e che danno solo una piccola percezione di ciò accade quel giorno. Ma Guadagnucci, oltre a dare voce al dolore e alla commozione, porta avanti una lucida analisi dei fatti e di ciò che è accaduto dopo l’eccidio. Solo nel 2004, infatti, si è aperto il processo per dare giustizia alle quasi quattrocento vittime e ai loro famigliari, dopo sessant’anni di colpevole silenzio da parte delle istituzioni italiane, ree di aver voluto insabbiare tutte le questioni relative alla guerra nella lenta e difficile opera di ricostruzione di un Paese distrutto. Ma proprio grazie a libri come Era un giorno qualsiasi possiamo conoscere la Storia, quella vera, quella fatta di dolore, violenza, lacrime, ingiustizie. Solo grazie a libri come questo possiamo guardare indietro e vedere ciò che siamo stati. Perché Era un giorno qualsiasi appartiene a quella schiera di opere fondamentali, necessarie a mantener vivo il ricordo. Affinché la memoria tenga sempre accesa una fiamma che non deve spegnersi mai.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER