Eredità

Eredità

Sudtirolo, piccolo villaggio di Pinzon. Rosa Rizzolli, nata Tiefenthaler, prende il suo diario con la copertina in pelle marrone e, dopo aver intinto la penna nell’inchiostro, annota in tedesco antico “Novembre 1918”. Non indica il giorno perché non è necessario: ogni santo giorno di quel nefasto mese è stato segnato da sofferenze. Il suo piccolo grande mondo sta per spezzarsi: dopo l’armistizio con l’esercito italiano il Sudtirolo passerà all’Italia. Rosa soffre perché è conscia del fatto che la sua vita cambierà drasticamente, teme per la sua famiglia, per tutto il suo popolo e per la sua identità ormai minata. Si avvicina al lettino dove dorme la sua ultima figlia, la piccola Hella di soli due anni, e si chiede, senza darsi una risposta, se quella giovane creatura innocente potrà un giorno conoscere la felicità…

Il ritrovamento del diario della bisnonna ha offerto a Lilli Gruber, volto noto della televisione italiana, il primo spunto per dare alle stampe un romanzo sincero e appassionato nelle cui pagine la sua famiglia diviene il filtro attraverso il quale si snodano gli eventi storici che coprono un arco di tempo che va dalla fine dell’ottocento sino al fascismo. La Gruber, che è cresciuta “in un continuo dialogo con il passato che non voleva passare”, ha continuato questo dialogo intenso mettendo nero su bianco i travagli di un popolo, quello del Sudtirolo, e la sua dura lotta per conservare l’identità dando voce a quel sentimento che lega le persone alla propria “heimat”, che è un concetto che va al di là di quello, troppo riduttivo, di patria o di luogo natio, è un sentimento ben più profondo, viscerale e perciò stesso intraducibile. Pagine intense, quelle di Eredità, nelle quali la forte carica emotiva si unisce armoniosamente con una verità storica spesso crudele, spesso difficile da accettare.



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