Eroi dello sport

Eroi dello sport

La figura dell’eroe è il primo tòpos riscontrabile nella letteratura greca. All’inizio lo si poteva identificare nell’Achille o nell’Ettore di turno, ma nel corso della storia l’immagine che le persone comuni hanno di questa figura ‒ in un certo senso divinizzata ‒ è venuta continuamente mutando e oggi è ben radicata nell’immaginario collettivo, protagonista della quotidianità. L’eroe ora è il campione sportivo, il divo, colui che, attraverso le sue imprese atletiche, riesce ad unire un’intera nazione e a mandare in estasi le folle. Mai come nel Novecento lo sport è stato così importante per il mondo intero: nemmeno al tempo degli antichi Greci, inventori delle sacre Olimpiadi. A tal punto che la parola “eroe” difficilmente è oggi accostata ad un aggettivo che evada dal campo semantico dello sportivo. E non sono soltanto eroi: queste icone sono anche divi, testimonial commerciali, macchine umane che alle volte rischiano di diventare (o diventano) meri prodotti consumati dalle masse e dagli sponsor. Ma questo alla gente comune non importa, loro vogliono lo spettacolo, il campione, vogliono sognare per loro e godere con loro e ‒ perché no ‒ tentare di imitarli...

Questo saggio di Daniele Marchesini, docente di Storia Contemporanea all’Università di Parma, analizza il circolo vizioso che si crea nella nostra società tra sport e concetto di eroismo. Sottolineiamolo subito: si parla di sport, non di calcio e basta come già il lettore “italiano medio” sta dando per scontato. Sfogliando questo libro vengono prese in considerazione quelle figure e quegli sport che hanno realmente cambiato il modo di sentire di un’epoca. Bartali, Coppi, Merckx, Carnera, Muhammad Ali, Nuvolari non sono e non sono stati semplici uomini. No, molto di più: icone che hanno rappresentato contrasti, dialettiche e correnti di pensiero che hanno dipinto il corso del Novecento. Tutti tesi alla perfezione, contestualizzati secondo i minimi dettagli. Ma lo scritto non si ferma solo a questo livello se vogliamo scontato: Marchesini va oltre e analizza anche le dure lotte femminili per i pari diritti anche nello sport, illustra lo stretto legame che c'è stato tra regimi totalitari e sport per poi passare ad analizzare l’importanza del luogo in cui il rituale sportivo si consuma, stadi, arene e quant’altro. Con una prosa chiara, mai banale, senza qualunquismi nè luoghi comuni, Daniele Marchesini offre al lettore un modo nuovo ed originale di guardare alla contemporaneità.



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