Espiazione

Espiazione
Una casa di campagna sospesa in un caldo giorno d’estate del 1935. Tre donne della stessa famiglia aspettano trepidanti l’arrivo dell’amato figlio e fratello che sarà tra breve di nuovo a casa accompagnato da un amico. Un padre che anche quella sera farà tardi, una cugina e una coppia di cuginetti forzatamente ospiti per motivi importanti. Un destino che incombe come sempre, ma quella sera velato da un’atmosfera quasi irreale. Ha tredici anni Briony, la più piccola di casa Tallis, ha appena capito di essere diventata una scrittrice, vorrebbe mettere in scena una commedia da lei scritta in onore del ritorno del fratello, ma è costretta a cambiare repentinamente i suoi programmi. È in età da marito Cecilia, la sorella maggiore di Briony, bellissima e dal carattere ribelle: lei deve fare i conti con il groviglio di emozioni che si rovesciano addosso nel rivedere Robbie, amico d’infanzia, figlio della governante della famiglia di ritorno dal college. È vittima di violente emicranie la signora Tallis, e dal suo letto di dolore ha la capacità di percepire ogni moto interiore dei componenti della sua famiglia: ascolta i rumori dei passi, il suono delle voci, e può vedere esattamente come in un film le azioni di tutti i protagonisti della serata che li attende. Si alzerà, vincerà il mal di testa e sarà un’ottima padrona di casa. Ma nessuno può immaginare che proprio dopo cena sarà Briony a commettere un crimine, il crimine che segnerà la vita di tutte quelle persone, il crimine che lacererà certezze, frantumerà equilibri familiari, sbriciolerà tutte le verità, rimanendo l’unico protagonista di una giornata che era cominciata sotto tutti i migliori auspici...
Ciò che è accaduto realmente, ciò che poteva accadere, quello che è stato visto, immaginato o solo intuito, nessuna verità, un’unica versione dei fatti raccontati da Briony, fatti che nella distanza vengono riletti alla luce degli eventi successivi. Poi la guerra che cancella tutto, che ha il potere di azzerare e di lasciare inalterato solo quello che aveva radici solide. La sofferenza quella vera del corpo lacerato e ferito, ridotto a poco più che brandelli di carne, raccontata da una prosa integra e scevra da un linguaggio affrettato. Frasi perfettamente annodate ad una trama che non risparmia colpi di scena né pagine di autentica poesia. Osa McEwan, restando vicino alle sue eroine, ne assimila il parlare ricco di aggettivi più vicino ad una scrittura femminile e strizza l’occhio alla grande narrativa anglosassone citando e non solo Virginia Woolf. Una storia raccontata con garbo ed eleganza in un romanzo che non ha niente da invidiare ai grandi classici del passato, un libro destinato a rimanere nel cuore dei lettori e nella memoria della letteratura.

 

 

 

 
 
 
 
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