Eureka Street

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“Tutte le storie sono storie d’amore”. Sarà. Ma non è detto che siano felici, e quella di Jake, al momento, è finita male. Anzi, malissimo. La sua Sarah sei mesi prima lo ha lasciato praticamente senza spiegazioni e se n’è tornata a Londra. E adesso, seduto a bere in un pub, lui cerca di non pensarci, di non pensare a quanto vorrebbe soltanto qualcuno che desiderasse “posare la testa sul suo cuscino”. E così sta provando in tutti i modi a convincere quella cameriera carina, Mary, ad uscire con lui dopo la chiusura. Chissà se ci riesce, se non questa sera forse domani. Quello che succederà però non è che poi sarà tanto bello, e quel pugno sul naso – meritato eh – forse se lo sarebbe potuto risparmiare. Invece a Chuckie, il suo migliore amico, anche lui trentenne ma al contrario del belloccio Jake sovrappeso e con una calvizie incipiente, l’amore sta facendo uno stranissimo effetto. Da sempre inetto, imbranato e inconcludente, dal momento in cui si è innamorato – ricambiato addirittura! E già questa è una cosa assurda – della bella americana Max, tutta la sua vita ha preso una piega incredibile: come fulminato sulla via di Damasco ha deciso di chiedere un finanziamento. Per cosa non lo sa bene, e forse nemmeno importa, dal momento che non solo ha ottenuto un sacco di soldi ma si è anche inventato un business strampalato e improbabile senza capo né coda che continua ad aggiungere zeri su zeri al suo conto in banca in un crescendo spaventoso. Intorno alle vicende del cattolico Chuckie e del protestante Jake si snodano quelle di altri coetanei e non solo, storie al limite del paradossale perché, si sa, a volte non c’è nulla di più assurdo della vita reale. Sullo sfondo – ma non tanto – la Belfast dei primi anni ’90, bellissima e straziata dai troubles

Che questa sia una storia d’amore, come Wilson dice sia ogni storia nel fulminante incipit di questo romanzo – nel 1996 un vero caso editoriale diventato un classico della narrativa europea – non v’è alcun dubbio. Il ritmo mai concitato ma nemmeno lento della narrazione segue la scansione dei gesti quotidiani ripetuti, con le improvvise accelerazioni di fatti e situazioni che a volte precipitano, proprio come accade nella vita. Un romanzo corale questo Eureka Street, nel quale si distinguono più alte (una soltanto, quella di Jake, in prima persona) le due voci principali; nella narrazione l’ironia si mescola a tratti teneri e commoventi, spesso si sorride e mai il tono si fa eccessivamente drammatico. Eppure ad un certo punto ci si rende conto che il cuore del romanzo pulsa nell’episodio di un attentato terribile in un locale pubblico che in qualche modo determina o modifica gli altri eventi: è questo il centro focale della storia senza esserlo veramente, come Belfast che è sullo sfondo ma, in realtà, è l’amalgama di tutto. Belfast, la città in cui Wilson è nato, destinataria del suo amore sconfinato. Nel romanzo ci sono i cattolici repubblicani e i protestanti unionisti, ci sono le organizzazioni terroristiche e su tutte c’è l’IRA; ma c’è soprattutto la sofferenza delle persone, senza definizioni religiose o politiche, senza altra appartenenza se non quella umana. Con l’ironia possibile a chi soffre nel vedere l’oggetto del suo amore devastato dal sangue e dalle bombe, Wilson anzi pare irridere i nazionalismi esasperati e insensati, le fazioni, la retorica di entrambe le parti. A chi ha lamentato il tono (volutamente) surreale di alcuni aspetti della storia forse sfugge quanto sia difficile parlare di ciò che fa molto male e come invece trovare un modo per così dire obliquo possa d’altro canto aiutare. Nel farlo l’autore usa la stessa tenerezza che si avverte quando parla dei disagi sociali ed economici della sua città, e di chi prova ad aiutare i più deboli, soprattutto se si tiene conto di alcune sue note biografiche come il fatto di essere stato abbandonato in orfanotrofio e poi adottato. “Tutte le storie sono storie d’amore”, quindi? Sì, è così. E questa è soprattutto una grande storia d’amore tra Wilson (chiaramente celato nei tratti del romantico Jake) e la sua Belfast.



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