Euridice aveva un cane

Euridice aveva un cane
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Collegio di Quarto dei Mille. Bragonzi gioca a palla nel cortile e deve stare attento a non calciare il pallone oltre il muro. Se cadesse nella proprietà del signor Kurz non lo riavrebbe più indietro. Ormai sono tanti anni che i palloni che finiscono oltre il muro non vengono restituiti ai bambini. Persino le Istitutrici sono andate a reclamarli inutilmente. I palloni in dotazione al collegio non sono illimitati e i ragazzi più grandi, per poter giocare a calcio, devono inventarsi di tutto per farsi consegnare quelli che i nuovi studenti portano con sé all’arrivo… Giace morente sulle pelli il capo guerriero, dentro la tenda rischiarata da quattro torce fumose. Con lui cinque uomini in attesa di conoscerne la sorte e di scoprire chi erediterà il comando per guidare l’esercito in battaglia… Giovannino attende nei campi la scema del paese, detta la mútola, per proporle uno scambio: lui le regalerà un cesto colmo di cicoria se lei solleverà la gonna e gli farà vedere… La strada percorsa da chi si affretta agli ultimi acquisti di Natale, un negozio di animali, un acquario esposto in vetrina nelle cui acque, tra alghe di plastica e pupazzetti, si dibatte morente un infelice pesciolino nero… Case da visitare in cerca di un appartamento da comprare. Resti di umanità abbandonati da chi quelle case le ha lasciate per le più svariate ragioni. Il confronto tra la memoria e le vite altrui percepite è sconvolgente… Svegliarsi con la consapevolezza che l’ictus non è giunto, lavarsi i denti e prendere lo spazzolino evitando il rasoio, uscire e fare attenzione a schivare macchine in corsa, vasi che cadono dai balconi, spinte di passanti, utensili che sfuggono di mano agli operai. Mangiare con l’ansia che il metallo di una lattina aperta in modo maldestro possa recidere un tendine, che il botulino si sia sviluppato negli avanzi del giorno prima. Fare la doccia ed evitare di scivolare sul sapone e spaccarsi il bacino…

Il titolo Euridice aveva un cane riprende quello del nono racconto, il più articolato, che descrive l’amicizia di un bambino con una vicina di casa e il suo cane. La raccolta, la cui prima edizione risale al 1993, è composta da diciotto racconti di varia lunghezza, alcuni dedicati alle paure infantili, il rapporto coi coetanei e l’incertezza verso il mondo. Altri descrivono l’inquietudine degli adulti, le relazioni familiari, l’insicurezza emotiva, il fallimento. Ciascuno dei personaggi descritti e dei frammenti di vita raccontati nell’opera, mostra una visione profonda e consapevole dell’animo umano, ma a colpire in particolare è la scelta linguistica, con l’uso di termini arcaici e forbiti, tipici della scrittura elegante di Michele Mari: “Crebber, sposaronsi. Mai di figli nudrirono il desio, la parola v’accinsero o il pensiero. Intorno a lor gli amici procreavano. A mezzo del cammin si vider vecchi, e fu sguardo svelator di loro essenza”. Autore di racconti, romanzi, saggi, traduzioni, poesia e fumetti, nel corso di una ricca carriera letteraria Mari ha ricevuto numerosi premi, per questa stessa raccolta gli è stato conferito il Premio letterario Settembrini. A Mari è dedicata una corposa produzione di saggi che ne hanno analizzato temi e linguaggio.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER