Eva

Eva

Giovanni vive a Roma, fa il giornalista, ama la montagna e cena spesso fuori casa in compagnia del suo amico artista Giorgio. Anche Eva vive a Roma: è sposata con Fabrizio, spesso fuori per lavoro, e passa le sue giornate con la sorella, oppure a fare shopping, oppure a casa. Oppure insieme a Giovanni: i due sono amanti di lunga data, si vedono spesso, si cercano, si amano. Finalmente un giorno Eva decide di lasciare il marito. Per Giovanni è l’inizio di un periodo a dir poco idilliaco: si trasferisce a casa di Eva e cominciano insieme una nuova vita fatta di cene, passeggiate, tenerezze e chiacchierate. I due iniziano anche –senza troppa convinzione, in realtà –a cercare una casa solo per loro. L’idillio però non dura molto: Fabrizio torna insistentemente alla carica con Eva, la cerca, la chiama, le chiede di vedersi. Infine gioca la sua ultima disperata carta: le rivela di essere malato di cancro. Ed Eva a quel punto cede. Con estrema difficoltà, un giorno che si trovano a casa, la donna fa sapere a Giovanni che ha intenzione di tornare a vivere con il marito. Giovanni mette le sue cose alla rinfusa in una valigia e se ne torna a casa sua. I giorni passano uno dopo l’altro, tutti lunghissimi e tutti più o meno uguali. Ma Eva e Giovanni non riescono a stare lontani l’uno dall’altra. E infatti...

È una scrittura ordinata e precisa, quella di Giorgio Montefoschi, autore pluripremiato e di grande fama. Una scrittura ordinata e precisa che segue con minuzia quasi maniacale tutte le azioni dei personaggi, anche quelle più apparentemente banali e insignificanti, come attraversare un corridoio oppure aprire la portiera di una macchina. Una scrittura che di introspettivo ha ben poco, perché tutta concentrata a descrivere con puntualità e correttezza i comportamenti dei personaggi, un po’come la scrittura di Hemingway ‒ o giù di lì. Ed è proprio dalla minuzia di queste azioni e di questi comportamenti che escono fuori –violenti e prepotenti –i sentimenti e i pensieri più profondi dei personaggi. Il palcoscenico scelto dall’autore per far recitare i suoi attori è costituito dai più centrali quartieri di Roma. Ancora una volta, Montefoschi dedica una precisione quasi giornalistica alla descrizione delle strade, dei parchi, dei bar e delle piazze frequentati dai suoi personaggi. Pagina dopo pagina, Eva e Giovanni si perdono per le vie della capitale, ci sprofondano dentro, le animano. La vicenda dei due amanti –probabilmente molto simile alle vicende di tanti altri amanti –assume così un carattere tutto originale, unico e irripetibile. Su tutto aleggia un profumo agrodolce, ed è proprio questo profumo a rendere il romanzo tanto spontaneo. Così come il finale, inaspettato e sorprendentemente reale.



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