Everest - Alba di sangue

Everest - Alba di sangue
Il cielo, pur ingombro di nuvole, è infinito in cima al Cervino flagellato da un vento pungente come una matassa di spilli. La montagna ci appare come una cosa viva. La roccia innevata sono le sue ossa, il vento continuo e costante la sua voce. Una voce che ci mette in pace con l'anima, che sembra volerci accogliere al termine della scalata come a darci il benvenuto. Il sole non è ancora alto, la temperatura è piuttosto rigida ma per noi è come una salutare doccia fredda. Abbiamo tutti l'adrenalina a mille, poco ci importa del freddo. Ci sediamo a rimirare il panorama e a gustarci la colazione, adesso viene il momento più bello per uno scalatore. Qualcuno sta già scartando i panini al salame, sento il crepitare della vecchia carta da giornale. Improvvisamente vedo cambiare l'espressione delle loro facce, stanno indicando un articolo sulla pagina del vecchio giornale. Li raggiungo, voglio vedere anch'io. Parla dell'Everest, è accaduta una tragedia...

Un romanzo che forse non rappresenta il top della produzione di Simmons, una tappa insolita nel percorso autoriale di questo grande scrittore, atipico com’è sia come thriller d'alta quota che come romanzo horror. L'inizio è molto ben costruito, un excursus sulla storia delle scalate dalle Alpi all'Himalaya. In realtà Simmons vuole costruire una sorta di universo parallelo attorno al lettore, questo è il meccanismo principale del romanzo. Il lettore non viene chiamato a respirare l'atmosfera rarefatta delle alture innevate, non del tutto. Viene invece attirato dentro un mondo alternativo, una dimensione tutta letteraria costruita ad arte da Simmons attraverso la più classica delle finzioni: il resoconto di viaggio. La puntigliosa ricostruzione del clima umano e delle personalità reali che parteciparono alla conquista della vetta più alta del mondo, insomma, è solo una trappola. Un veicolo destinato a portare il lettore in un'altra dimensione, in cui perfino il colore della neve ispira paura e orrore. Forse proprio a causa di questo graduale passaggio il romanzo non convince del tutto alla prima lettura.

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