Ex - Semi di musica vivifica

Adolescente inquieto, abbigliamento nero “in onore dell’esistenzialismo che non ha mai conosciuto”, kajal intorno agli occhi, labbra femminili, mani sottili e spalle piccole, gracili, un “piccolo punk delicato” nato in uno dei quartieri più malfamati e dismessi di una ricca città italiana negli anni di piombo. Espulso per due volte dalla commissione d’esame alla maturità per la sfrontata autodifesa davanti a insegnanti che non vedono di buon occhio la sua appartenenza ad una band punk-rock, cresce attraversando gli anni settanta con catene al collo e ai polsi, nevrosi e fragilità, ascoltando dischi fino a tarda notte, con la “sensazione che morire giovani sia il miglior modo di onorare la pienezza della vita”. A sedici anni l’ingresso in un nuovo gruppo rock è un’altra rinascita e contemporaneamente allontanamento progressivo ed inesorabile dall’ordinarietà. L’altalena dei successi e degli insuccessi in ambito musicale scandisce il suo viaggio artistico e personale, che lo conduce ad attraversare indenne la strage della stazione ferroviaria di Bologna e le continue perquisizioni della polizia, in quella fase della storia italiana in cui vestire in modo eccentrico e anche solo sembrare omosessuale destava attenzione e sospetto. Tra Milano e Bologna, passando per il litorale adriatico, tra Lou Reed e John Lennon, Pasolini e Visconti, Leopardi e Baudelaire, tra solitudine estrema e relazioni di una notte con donne più o meno giovani affascinate dalla sua inquietudine, diviene uomo senza mai tradire la sua essenza, senza cedere al conformismo dilagante, pur ponendosi numerose domande…
GianCarlo Onorato, musicista, scrittore, produttore artistico, pittore, in gioventù leader degli Underground Life, gruppo culto dell’art-rock degli anni ottanta, fa di questo romanzo dal sapore un po' autobiografico (nonostante le smentite dell'autore) un intenso e doloroso ritratto della storia italiana dagli anni settanta ad oggi, attraverso le profonde e pragmatiche riflessioni di un adolescente che non si piega agli schemi sociali imposti e ne resta ai margini. La commistione di musica, cinema e letteratura, le citazioni che aprono ogni capitolo e si incastonano in una prosa colta e accurata, divengono protagoniste tanto quanto l’adolescente senza nome tratteggiato così bene da poterlo vedere, divenendo “la vibrante missiva di un uomo all’eterna ricerca di se stesso, aspirante alla bellezza e lanciato, con la musica, nel tempo e nello spazio”.

Leggi l'intervista a GianCarlo Onorato

 

 

 

 
 
 
 
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