Exilium – L’inferno di Dante

Exilium – L’inferno di Dante
Romania, inizi del Trecento. Un periodo buio e cupo come pochi altri nella storia dell’umanità, così come le foreste di quei luoghi situati nell’oriente d’Europa. Nel cuore di questi paesaggi dalla natura così indomabile vive una popolazione fiera e orgogliosa su cui sfortunatamente però si è abbattuta una sciagura terribile: i morti ritornano inspiegabilmente a vivere. Questi non-morti attaccano in maniera indiscriminata i vivi, rendendoli in questo modo anch’essi zombie. Tali creature sono conosciute tra queste montagne con l’appellativo di strigoi, ossia una via di mezzo tra morti viventi e vampiri. In questi luoghi dimenticati dall’Onnipotente arriva a passare quasi per puro caso il Sommo Poeta Dante Alighieri, ridotto all’esilio a causa di un fallimento politico alle spalle e con un fardello di sogni letterari infranti e pesanti frustrazioni. Sarà proprio in queste vallate che Dante riuscirà a trovare la tanto agognata redenzione e ispirazione per descrivere la complessa realtà del suo tempo che lo circonda. Lo farà guidando con il suo acume e la sua intelligenza i sopravvissuti a tale flagello verso la salvezza dagli zombie e soprattutto dall’esercito, che vuole risolvere il problema dell’epidemia alla radice, eliminando ogni forma di vita. Dante avrà così modo di marciare attraverso numerose vallate e villaggi a capo di un gruppo di abitanti del luogo e così incontrerà tutta un’umanità variegata che riuscirà in seguito a immortalare negli splendidi versi della sua Divina Commedia. Un percorso di purificazione dal basso verso l’alto, diametralmente opposto alla sua discesa negli Inferi…   
Kim Paffenroth è un professore di studi religiosi allo Iona College di New Rochelle, New York, che si è posto una serie di quesiti. Come è riuscito Dante Alighieri a ricreare un inferno così “realistico” e ricco di particolari? Le figure dei dannati, nella loro depravazione morale e nel loro totale decadimento fisico, non possono essere considerati dei veri e propri zombie ante litteram? Sicuramente Dante non ha mai potuto visionare un film di Romero! Le ipotesi di risposta dello scrittore quindi, da sempre appassionato di zombie come dimostrano anche altre sue opere, si possono ritrovare in questo interessantissimo romanzo horror. Tra le righe di quest’opera potremo trovare anche più di un’eco di quanto studiato sui banchi di scuola, su tutte l’ispirazione di Dante per la creazione letteraria di figure come il Conte Ugolino o l’arcivescovo Ruggeri. Potremo anche riscoprire la figura dell’Alighieri come uomo pio, combattuto e profondo in continuo conflitto tra spinte celesti interiori e una realtà esterna tutt’altro che edificante. Un pilastro della nostra cultura rivisitato in una maniera molto avvincente e godibile che, nonostante l’alto tasso di fantasia, può comunque regalare qualche spunto di riflessione più profondo. La narrazione è infatti priva di sbavature e si rivela essere in ogni pagina coerente e realistica rispetto alla seppur bizzarra ipotesi di fondo. Si dimostra anche storicamente fedele al tempo descritto, grazie ai vari riferimenti sulla mentalità e sui comportamenti dei contemporanei di Dante, su tutti il concetto di religiosità. Grande attenzione viene data inoltre anche al comparto lessicale, in cui possiamo osservare come il Sommo Poeta avrebbe potuto rapportarsi a lingue a lui sconosciute. I personaggi poi sono tratteggiati con grande maestria e nei loro dialoghi possiamo, anche in questo caso, trovare fortissimi richiami danteschi. Bogdana ad esempio, la donna di cui Dante sembra innamorarsi, riflette il concetto di amor cortese; il monaco Adam offre spunti sul concetto di fede, mentre il soldato Radovan è espressione dei dubbi dello stesso Dante sull’equilibrio precario tra legalità e giustizia. In questo periodo in cui gli zombie sembrano essere molto di moda, Exilium svetta certamente per qualità rispetto ad altri esperimenti di mashup simili come quello di Seth Grahame-Smith, Orgoglio e pregiudizio e zombie. Un’idea coraggiosa, sviluppata con abilità narrative non indifferenti, la cui lettura sarà gradita non solo agli appassionati della letteratura horror ma anche certamente a  tutti coloro che amano Dante o che semplicemente sono interessati a esplorare la profondità dell’animo umano che spesso si può rivelare anche più mostruoso di quello di un morto vivente.

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