Extravergine

Extravergine

Dafne Amoroso è pugliese, ha quasi 30 anni e vive a Milano. Ebbene: è ancora vergine. Extravergine. Nessuno riesce a farsene una ragione, come per esempio Ginevra, sua amica d’infanzia, che a confronto è quasi una ninfomane. Anche Irene, la madre di Dafne, non riesce ad accettarlo. Proprio lei, celebre attrice di film per adulti dedita al naturismo e al nudismo, si ritrova con una figlia ancora illibata. In effetti essere vergini, a Milano, all’età di Dafne è un caso più unico che raro e neanche una città così piena di stimoli e di giovani e aitanti ragazzi sembra aver avuto la meglio. Oltre a essere vergine con la “V” maiuscola, Dafne è ossessionata dalla figura del padre, che non ha mai conosciuto. La madre non ha la benché minima intenzione di rivelarne il nome, per questo sin da piccola Dafne ha deciso di appuntarsi in una lista tutti i nomi maschili usciti dalla bocca della madre, con la speranza che tra quelli possa esserci quello giusto. Nel frattempo la vita a Milano scorre quasi noiosa, tra un lavoro sottopagato e noioso nell’ufficio amministrativo della rivista femminile “Audrey” e i continui tentativi di arginare la personalità fin troppo esuberante di Ginevra. Per fortuna, proprio come faceva da bambina, Dafne trova sempre rifugio nella sua passione: la lettura. Leggendo i libri di Georgette Heyer immagina una vita come quella delle eroine dei suoi romanzi, piena di avventure e di principi romantici. Ed è proprio durante il viaggio verso quella che sarebbe dovuta essere una tranquilla settimana di seminari su Regency, il romanzo dell’amore di Venetia e Damarel, che Dafne incontra (e si scontra) con l’affascinante Mathias Gallo…

Extravergine. Non parliamo di olio, ma piuttosto della triste (diciamocelo!) condizione della giovane Dafne, la protagonista del nuovo romanzo di Chiara Moscardelli. Prequel della recentissima serie comedy targata FOX diretta da Roberta Torre e interpretata da Lodovica Comello, Extravergine racconta la storia di una ragazza d’altri tempi. Non solo non ha mai conosciuto uomo, ma non ha neanche la benché minima intenzione di farlo. A meno che non si tratti di un principe azzurro, un po’ come Damarel, il protagonista di Regency, il suo romanzo preferito. Chiara Moscardelli ancora una volta, presta il suo stile leggero e piacevole, ma tutt’altro che banale, al racconto dei turbamenti della sua protagonista. Dafne è una Bridget Jones ancora più impacciata di quella che conosciamo. La sua vita è una citazione costante di Regency e della storia d’amore tra i suoi protagonisti, che è quella che sogna Dafne. Peccato che la realtà si discosti parecchio dal romanzo. La Moscardelli inserisce sapientemente le citazioni del libro di Georgette Heyer, che diventano il pensiero di Dafne, spesso totalmente distaccato dalla realtà. Il risultato è un contrasto continuo tra la prosa del romanzo della Heyer e i dialoghi reali tra i personaggi della Moscardelli, spesso eccessivi, come Irene, la madre un po’ naif, o Ginevra, la mangiauomini. Il rocambolesco incontro con Mathias Gallo e la fuga dai criminali dell’Azerbaijan alterna le dinamiche tipiche dei polizieschi con le cadute (fisiche e non) di Dafne, il suo essere sempre fuori luogo, impacciata, a tratti stordita dalla vita. La Moscardelli, come sempre, ci fa sorridere mentre seguiamo i suoi personaggi, senza dimenticarsi, tuttavia, di trasmetterci il messaggio profondo del romanzo. Divertitevi a scoprirlo.



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