Fabbrica di carta

Fabbrica di carta
Dal giudizio rancoroso e severo rivolto da Luciano Bianciardi nei confronti della civiltà industriale allo sviluppo dell’analisi critica della società capitalistica presente in larga parte dell’opera di Paolo Volponi. Ma anche il tentativo di coniugare l’anima umanistica con le funzioni tecniche di cui il canto poetico e l’attività intellettuale di Leonardo Sinisgalli ha costituito a lungo l’emblema. Dalla ricostruzione del lavoro faticoso e alienante degli operai all’interno delle fabbriche effettuata da Lucio Mastronardi all’affresco dei quartieri degradati e dei rioni dormitorio in cui essi vivono dipinto sulle pagine di poeti e scrittori del valore di Carlo Bernari e Carlo Emilio Gadda. Dalle lotte sindacali e politiche evocate nei versi di Nanni Balestrini e Franco Fortini, come nella prosa di Italo Calvino e Primo Levi. Le condizioni umane dell’esperienza operaia narrate nei romanzi di Ottiero Ottieri, in cui lo sguardo dell’autore oscilla tra comprensione e conflitto di coscienza. In molti sono gli scrittori del Novecento italiano che hanno accompagnato il fenomeno dell’industrializzazione, indagandone gli effetti sulla vita umana e lasciando traccia nelle proprie opere…
In questi nostri anni del nuovo Millennio, in cui il fenomeno della delocalizzazione degli impianti di produzione agita lo spettro della deindustrializzazione dell’Italia, esce in libreria un libro che pare andare nella direzione opposta. Quella della rievocazione di una stagione storica in cui il nostro paese rappresentava una potenza industriale significativa, strutturata su grandi imprese produttive basate sulla concentrazione di masse operaie aggregate secondo il modello fordista. Giorgio Bigatti, e Giuseppe Lupo, rispettivamente docente di storia economica e di letteratura contemporanea, in Fabbrica di carta raccolgono un’antologia densa e suggestiva di brani estrapolati da testi letterari di alcuni tra i più celebri scrittori del Novecento. Su queste testimonianze, che hanno delineato tratti fondamentali della nostra connotazione non solo sociale ed economica ma anche culturale, gli autori mirano essenzialmente a ricomporre- mettendo a fuoco il lavoro di costruzione delle immagini scaturite dalle narrazioni letterarie - l’album della rappresentazione che il Paese ha costruito attorno al mondo delle fabbriche e dei lavoratori. Il loro libro restituisce, nel momento in cui si spegne il rumore delle macchine produttive, lo spirito di un tempo che ha alimentato la speranza di migliorare le condizioni di vita di una grande moltitudine di cittadini.

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