Fabrizio Frizzi meraviglioso

Fabrizio Frizzi meraviglioso

Fabrizio Frizzi nasce a Roma nel 1958. Ha solo vent’anni quando inizia a lavorare in televisione. Inizia nelle emittenti private e nel 1980 arriva in Rai con una trasmissione per ragazzi, Il barattolo, e poi via di seguito conduce: Europa Europa, Miss Italia, I fatti vostri, Scommettiamo che…, Luna Park, Domenica in, Non lasciamoci più, Piazza Grande, Telethon, L’eredità, e partecipa come concorrente nel 2005 a Ballando con le stelle e nel 2013 a Tale e quale show. Un grande amore che si trasforma in una altrettanto grande amicizia con Rita dalla Chiesa e poi la scoperta dell’innamoramento travolgente con Carlotta Mantovan, che Frizzi sposa in seconde nozze, nel 2014, e con cui ha l’amatissima figlia Stella. Quando rientra in studio dopo il malore a accoglierlo c’è l’amico Carlo Conti, che lo ha sostituito per un mese e mezzo nella conduzione de L’eredità, ma tutti, spettatori, tecnici e costumiste lo aspettano trepidanti, a tutti è mancato il sorriso aperto e l’entusiasmo genuino con cui dice “Meraviglioso!”…

È una lunga appassionata lettera d’amore all’amico scomparso da poco, quella che il giornalista Alberto Infelise scrive in queste pagine, rivolte alla piccola Stella, rimasta orfana del padre, innamorato perso di lei. Parole per raccontare quanto “meraviglioso” fosse Fabrizio Frizzi: un grande personaggio, umile e meticoloso nel suo lavoro, capace di meravigliarsi e di aprirsi al sorriso sincero. Una persona semplice e profondamente buona, che non sbandierava le sue scelte private, che si interessava di tutti, simpatica e divertente, generosa. Un uomo di spettacolo che non si è lasciato travolgere dal successo, conquistato con lavoro certosino e grande senso di responsabilità, riuscendo a rimanere una persona semplice. Discreto e generoso, tanto da donare il suo midollo osseo a una bambina e da restare in contatto con la ragazza per sempre. Per prolungare la generosità di Fabrizio, Infelise ha scelto di donare i proventi del libro all’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. L’autore racconta tanti aneddoti, molti inediti, sottolineando con forza quanto, nonostante sia stato sottovalutato dagli addetti ai lavori, Frizzi abbia lasciato un grande vuoto, con rimpianto e emozione, perché “era uno di famiglia” solare e spontaneo con tutti, che riusciva a entrare nelle case dei telespettatori italiani con garbo. Diceva Fabrizio: “Leggerezza è la mia parola d’ordine. Che ci posso fare? È il mio carattere: il sorriso esce fuori”. E quel sorriso è rimasto nel cuore di tanti. Infelise ha scritto “una cosa bella per lui, per chi lo ha amato”.



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