Facciamolo a skuola

Facciamolo a skuola
Nina escort bruttina. Ecco cosa ha letto un giorno Nina sul suo diario. Tre parole che pesano come un macigno, ma che rappresentano la realtà, quello che Nina è diventata un po' per gioco e un po' per disperazione. È brava a scuola, è una buona amica, però non è la più bella della classe. E, soprattutto, non ha mai avuto un ragazzo. In confronto alle compagne si sente una nullità, un essere inferiore. Solo dopo aver scoperto quello che succede nei bagni della scuola, dove le ragazzine di 12-13 anni fanno sesso a pagamento, Nina decide che potrebbe dimostrare quanto vale: tre euro a palpata, più di trecento euro al mese con i quali comprare vestiti griffati e ricariche del cellulare. Una bambina capace di fare l'adulta, che non si ferma a una palpata, ma va decisamente oltre. Eccolo, questo mondo di pre-adolescenti che passano le giornate su Facebook a pubblicare foto ammiccanti, che si divertono a filmare con i telefonini amplessi e sesso orale, che si calano le paste in terza media e non aspettano altro che il sabato per invadere le discoteche pomeridiane e mostrare quanto valgono. E Nina non vuole essere da meno, entra nel vortice, si lascia manipolare, fino al momento della violenza che lascerà per sempre il segno...
Un libro che esplora le tendenze dei giovanissimi, bambini che vivono sul web e utilizzano tutte le tecnologie a disposizione per divertirsi e fare soldi. Le ragazzine sognano di diventare le future Ruby, di vendere il proprio corpo per ricevere in cambio abiti delle migliori griffe e gioielli, i ragazzi cercano le compagne più accessibili per soddisfare ogni tipo di curiosità e piacere. Anche a scuola. Anzi, soprattutto a scuola, dove non si va per imparare la storia e la matematica, bensì per consumare rapporti completi durante la ricreazione. È questo che Marida Lombardo Pijola ci mostra con Facciamolo a skuola: la precocità dei rapporti, la mercificazione del corpo femminile e l'assenza quasi totale di genitori che avrebbero il compito di seguire questi piccoli adolescenti nell'inserimento nella società, ma che sono del tutto "incapaci di usare il linguaggio dell'indignazione" di fronte a cambiamenti che lasciano nell'indifferenza. Con la storia vera di Nina, rielaborata in chiave narrativa a partire dai racconti di uno psicoterapeuta che l'ha avuta in cura per sei mesi, la Pijola ci aiuta a capire un fenomeno in costante crescita, una realtà che non è più tollerabile trascurare. E per comprendere ancora meglio cosa succede in rete, è stata inserita una sezione con le foto di molti piccoli frequentatori di Facebook in atteggiamenti provocanti e una raccolta di brani selezionati da siti e chat che evidenziano quanta solitudine possa esistere anche tra una tastiera e uno schermo del pc. 

 

 

 

 
 
 
 
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