The fall

Dopo dieci anni di articoli scomodi e rapporti conflittuali, durante i quali Armstrong ha minacciato più volte di portarla in tribunale, la giornalista Juliet Macur si ritrova finalmente nell’antro dello squalificato: la sua enorme e lussureggiante tenuta di Austin. Gli sponsor lo hanno abbandonato portandosi via settantacinque milioni di dollari di introiti futuri. Non vorrebbe traslocare, è costretto a farlo. Ma nonostante questo Armstrong non sembra né triste né remissivo. Probabilmente ha accettato di incontrarla soltanto perché convinto di poter “pilotare” il libro che lei vuole scrivere: la giornalista lo conosce bene e riconosce nel suo sguardo la solita convinzione di possedere un potere pressoché assoluto. Ma la sua strafottenza non è solo nei suoi occhi, è anche nella sua casa. Le opere d’arte di cui si è circondato infatti rispecchiano il suo modo di essere: raffinate e costose, ma anche molto cupe ed inquietanti. “Un unico uomo che si è preso la colpa per migliaia di peccati”, le spiega Armstrong mentre Juliet sta guardando alcune crocifissioni. Ma in realtà lui non sta parlando di Cristo, sta parlando di se stesso. Vuole farle scrivere che è un martire, che ha pagato per un intero secolo di ciclisti dopati…
La giornalista Juliet Macur prende la favola del successo di Armstrong e tramite interviste documentate e indagini accurate ce la mostra qual è: ovvero, appunto, una favola. Una favola costruita da lui stesso, sua madre ed i mass media e ambientata in un bosco tetro e cupo, l'ambiente del ciclismo professionistico, con il lupo cattivo dell'avidità e del successo pronto a divorare chiunque si trovi a passare dalle sue parti. Ma a differenza di quella dei fratelli Grimm, il protagonista di questa favola non è una bimba tenera e indifesa ma esso stesso un lupo a tratti anche più cattivo e spietato dell’ambiente ciclistico. Juliet Macur, il cacciatore, distribuisce equamente i colpi ai cattivi, cercando di liberare dalle loro pance avide il vero cappuccetto rosso della storia: l’amore per lo sport vero. E la realtà che viene fuori  da questo libro-inchiesta, purtroppo, non è una favola. Ma ha comunque una specie di morale finale: come si fa a credere ancora in uno sport corrotto come il ciclismo?

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