Fanteria dello spazio

Fanteria dello spazio

I fanti sono radunati nel vano di lancio dell’astronave “Rodger Young”, pilotata dal comandante Carmen Deladrier, pronti per l’ispezione da parte del comandante di squadrone, il sergente Jelal della Fanteria spaziale mobile, che ha preso le funzioni del comandante Rasczack, deceduto durante l’ultimo lancio. Il sergente Jelal, detto Gelatina, passa in rassegna i fanti. Il primo escluso dal prossimo lancio, che avverrà tra trenta minuti, è Jenkins, ritenuto inadatto a causa di un raffreddore. La ramanzina è d’obbligo e anche se i piani di lancio sono stati memorizzati in ipnosi, il sergente li ripete, o meglio li urla ai presenti. Poi tocca a Padre Migliaccio dire due parole d’incoraggiamento. Quando è il momento di entrare nelle capsule e attendere l’espulsione, quei “Bump” dalla camera di scoppio indicano l’inizio della missione. Juan Rico, pilota di origini filippine, indossa la tuta potenziata e attende il suo turno. Quando atterra sul pianeta è pronto a eseguire gli ordini. Per lui, proveniente da una famiglia benestante, la scelta di arruolarsi è stata quasi un capriccio, un modo per sfidare l’autorità del padre. Nemmeno immaginava di superare la selezione e arrivare fino in fondo, invece l’addestramento al campo reclute sotto la supervisione dell’inflessibile sergente maggiore Charlie Zim, cambia la sua prospettiva. Compiere il servizio militare volontario di minimo due anni per ottenere il diritto di voto e dare un senso alla propria vita fuori dall’orbita paterna, non è più un’illusione…

Nato come romanzo per ragazzi ma rifiutato dall’editore Charles Scribner’s Sons di New York, fu pubblicato nel 1959 in due parti sul “Magazine of fantasy and science fiction”, con tagli per adattarlo alle linee editoriali della rivista e in seguito edito in volume integrale. La stessa sorte toccata in seguito a Podkayne of Mars (in Italia Una famiglia marziana e poi ristampato come Podkayne ragazza di Marte) che finisce sulla rivista “World of If” nel 1962. Sono gli anni in cui l’autore cerca di allontanarsi dalla fantascienza commerciale per ragazzi e sceglie temi più maturi in linea con la sua crescita personale e la necessità di toccare argomenti complessi. In Italia, con il titolo Fanteria dello spazio, arriva nel 1962 grazie a Urania. Il romanzo racconta la crescita psicologica di un giovane di buona famiglia in un contesto sociale futuristico, che in seguito a un errore di valutazione prende in mano la propria vita e mettendosi alla prova scopre aspetti di sé che ignorava. Una storia di formazione, dove l’approccio fantastico resta sullo sfondo e gli scontri con gli alieni aracnidi non sono il fulcro principale. Lo sono invece i concetti di autodeterminazione, cameratismo, appartenenza, amicizia, famiglia, integrazione. Nel 1997 Paul Verhoeven ha realizzato un film dal titolo omonimo, che si discosta molto dal romanzo, tralasciandone i temi reali e sviluppando lo scontro tra umani e insetti, l’equipaggiamento delle milizie e la tecnologia bellica, così da dare al tutto un piglio più cinematografico e muscolare. Operazione che ha scontentato i fan (come pure due sequel a basso costo e due lungometraggi animati) e che ha stuzzicato l’idea di un reebot che rispetti l’opera originale. Opera che fin dal suo esordio è costata a Heinlein accuse di politicizzazione e aspetta di essere ricollocata nella giusta prospettiva.



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