Fare l’amore

Loro sono diversi come più non si potrebbe. Lei, Susi, quarantasei anni, sposata, qualche ferita recente e passata ancora da leccarsi, è una scrittrice e ha amici intellettuali, multietnici, variegati su cui contare. Lui, Mario, bassista e tabaccaio per arrivare a fine mese, quasi sessant’anni, divorzi, storie fallite e figli sulle spalle, tante tantissime donne come uno sport, un esercizio ginnico; lui, un po’ grossier, non c’è verso che metta una doppia quando parla ed è tutto un florilegio di guera e di du palle. Non è nemmeno bello, a dirla tutta, senza contare tutto il resto. E allora perché lei ne è così attratta? Non lo sa Susi, non se lo spiega. Ma cosa vai a spiegare la chimica…
Una semplice, piccola storia, che non è né una storia semplice né piccola. Il titolo è perfetto: è di quello che parla, solo di quello Rossana Campo. Ma dietro quelle due parole c’è un mondo, anzi più mondi. Diversi tra loro. Un uomo e una donna si incontrano in una torrida estate romana, una unione improbabile come poche, ma l’attrazione fisica è fortissima e su quel piano lì funziona, caspita se funziona. Il punto di partenza è identico, legittimo per entrambi, giusto e pulito e sincero: il desiderio. Me è vero che le donne e gli uomini vengono da due pianeti diversi? Non si sa. Ma per Susi, che pure non ha intenzione di lasciare suo marito, almeno nell’immediato, ben presto qualcosa di diverso e dolosamente inspiegabile e contraddittorio si insinua nella storia. Lui non capisce, per Mario è così semplice: “Io amo Milena, il mio cuore è per lei, il mio cazzo è tutto per te”. Non sa lui, non comprende la lama che affonda in lei con quelle parole. Non comprende il silenzio di lei in risposta, cosa c’è che non va? Lui è stato chiaro da subito e nulla è cambiato. Cosa c’è da capire… Parlano linguaggi diversi? Sentono in maniera diversa? È la grande domanda. Il mistero del gioco più antico del mondo. Per raccontarlo non servono che poche parole, scarne, senza cornici. Non è una scrittura elegante, il linguaggio è quello personalissimo dell’autrice e risponde ad una scelta stilistica precisa. Non c’è bellezza in senso proprio, c’è verità, e dolore. Attraverso scambi di mail, messaggi e telefonate con gli amici si ricostruisce la vicenda emotiva di Susi. “Mi è piaciuto seguirla sempre, accompagnarla in quello che succede dentro e fuori di lei, raccontare i suoi sogni notturni, come vive la sua storia in profondità” ha detto la Campo in una intervista. Questo libro è un piccolo spaccato emotivo che andrebbe letto, riassunto nella citazione di Guido Gozzano in esergo: “Una donna che non ha mai perso la testa non sa cosa ha perso”. Parola di chi tanti anni fa non ha apprezzato affatto il clamoroso esordio dell’autrice In principio erano le mutande, e adesso si cercherà tutti i suoi romanzi.

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