Federico II

Federico II
Federico II nasce a Jesi (AN) nel 1194 dal matrimonio tra Enrico VI Hohenstaufen, Imperatore del Sacro Romano Impero, e Costanza D’Altavilla, illustri figli rispettivamente di Federico Barbarossa e Ruggero II, Re normanno di Sicilia. Dopo aver lottato con successo per il recupero della corona imperiale, che era stata del padre, impronta la sua politica verso un rafforzamento del potere monarchico nei confronti di quello ecclesiastico, giungendo in alcune circostanze a prove di forza – quando non di aperta rottura - con il Papato. Rinnovate le strutture portanti del proprio regno, attraverso profonde riforme economiche e istituzionali, si circonda a corte dei più illustri studiosi del tempo di diverso orientamento religioso - tra cristiani, ebrei e musulmani – nelle discipline umanistiche e scientifiche, guadagnandosi la fama di protettore della cultura. Facendo leva su questi tratti illuminati della sua azione politica, la storiografia ha caricato la figura di Federico II con un alone di eccessiva benevolenza...
Questa biografia realizzata nel 1988 dall’insigne storico inglese David Abulafia - e più volte ristampata in Italia dall’editore Einaudi - ha avuto l’indubbio merito di contrastare efficacemente l’impostazione di sapore agiografico redatta da Ernst H. Kantorowicz, denunciandone i limiti di un’ardita teoria precostituita e metastorica. Là dove l’opera dello storico tedesco intendeva accreditare l’Imperatore medioevale come il fondatore di uno Stato laico, regolato per la prima volta sulla base di un apparato legislativo e non più solamente sulla legittimazione divina, David Abulafia ne ricolloca invece la figura entro i limiti ben definiti di una maggiore contestualizzazione storica e ne ridimensiona il merito di aver contrapposto, per la prima volta, uno Stato di diritto al potere della Chiesa. Quello che ci consegna lo storico inglese è dunque il ritratto di un regnante dalle caratteristiche più affini ai parametri degli altri monarchi coevi, che - pur rappresentando un contributo fondamentale al dibattito storiografico - si legge con la stessa avvincente piacevolezza di un romanzo storico.

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