Ferro sette

Ferro sette
Due vecchi amici ed ex-commilitoni s’incontrano dopo tanto tempo in una miniera sul pianeta Harris IV. Tobruk Ramarren, per conto del Governatore del sistema Harris, deve scoprire cosa sta succedendo all’interno di Ferro Sette e perché David Hobbes e la sua confraternita hanno infranto ‘la regola della produzione’. Harris IV è un pianeta arido: nessuna traccia di vegetazione, nebbie vulcaniche che ricoprono perennemente l’atmosfera, dominata ogni giorno dalla nascita e dal tramonto dei tre soli: Oslo, Aleph e Garan. Ma sotto, nella miniera, qualcosa si sta muovendo: qualcosa di molto importante. Tobruk si accorge che il popolo stretto intorno a Hobbes ha dei comportamenti veramente insoliti, grazie ai quali, però, sembra nutrire una speranza che lui ha perso da tempo. C’è una rivoluzione, in atto, e Hobbes chiede al suo amico di prenderne parte, anche perché Tobruk è un combattente formidabile e grande conoscitore delle armi a impulso. Tobruk, gradualmente, si fa trascinare (ed entra di diritto) negli eventi che coinvolgono Ferro Sette, l’Esterno e l’Oikos delle Genti: si accorgerà presto di avere un ruolo centrale all’interno della ribellione, e di poter così cambiare il corso della sua vita, riscoprendo ciò che di prezioso e naturale gli uomini, nel tempo, snaturati da un lavoro e da una produzione alienante, avevano dimenticato…
Ferro Sette nasce quattro anni fa, con un racconto scritto da Francesco Troccoli dal titolo Il Cacciatore. Questo primo romanzo dell’autore romano, già molto attivo sul web e presente in varie antologie dedicate al genere, delinea i plumbei tratti di una società che ha fatto del lavoro a tutti i costi e della produzione un  corrotto processo biologico; cavalca la rivoluzione che ne consegue, e che già covava da anni nel ventre della miniera, in attesa che arrivasse l’Eroe. Quest’ultimo ha il nome composito di Tobruk Ramarren (nome: città libica / cognome: derivazione dalla scrittrice Ursula Le Guin) e le caratteristiche di un uomo stanco e disilluso, pronto a seguire i venti del cambiamento. Potrebbe essere l’inizio di una saga (e forse lo sarà). Ferro Sette propone al lettore un vasto spazio d’azione (che Troccoli presenta con precise digressioni sul passato e sulla Storia che hanno portato alla formazione e alla colonizzazione dei vari pianeti). Meglio la seconda parte, in cui l’autore sembra più a suo agio, della prima, nella quale si ha un calo di tensione dovuto a ripetizioni, al protagonista che non sembra emergere con forza e spessore e a dialoghi a tratti un po’ deboli. Qualche dubbio, infine, lascia la gestione del finale, in cui però spicca l’ironia con la quale Tobruk reagisce alla ‘vestizione dell’eroe’ da parte del popolo. In attesa del secondo capitolo della potenziale trilogia…

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