Festa mobile

Festa mobile
Al Cafè des Amateurs di rue Mouffettard c’è un vasto campionario umano in cui si declinano quasi tutti i generi di alcolisti, se non altro i meno abbienti. Litri e mezzi litri  di vino vengono acquistati senza sosta da individui che bevono sempre di più di quanto possano permettersi, economicamente e fisicamente. Le sanzioni contro l’ubriachezza molesta, esibite in un manifesto ormai sporco e ingiallito, vengono scherzate continuamente dagli avventori più o meno turbolenti del locale. Hemingway, ramingo giornalista americano, fotografa questa realtà  assieme alle piccole-grandi suggestioni di quel quartiere spingendosi oltre Cluny e Boulevard St-Germain, sino ad approdare in un bel caffè in Place St-Michel. Ordina un rum St James, tanto per non sentirsi solo, e inizia a scrivere …
Opera tribolata, pubblicata postuma dalla quarta moglie dello scrittore, Festa mobile torna in libreria in un’edizione curata da Sean Hemingway contenente ben otto capitoli inediti. L’autore, autentico cittadino del mondo, racconta di una Parigi cosmopolita e viva, annerita dalla fuliggine dei camini e lievemente adombrata dallo spettro di una povertà che Hemingway non ha mai vissuto come un problema. Unito saldamente alla sua prima moglie Hadley, questo giovane-uomo è pervaso da una sana frenesia di conoscere che lo porta a interfacciarsi con alcuni dei personaggi più importanti della letteratura del tempo e non solo. Nel suo periodo parigino si imbatte in Ezra Pound, genio poetico dotato di qualità umane fuori dal comune; Ford Madox Ford, prosatore tanto abile quanto inguaribile bugiardo; Gertrude Stein, donna indipendente ma critica oltre misura soprattutto nei confronti di Joyce, altro assiduo frequentatore della rive gauche della Senna e infine Scott Fitzgerald, con il quale ha inaugurato una solida e profonda amicizia. Composta da brevi capitoli - che ricordano i ritratti fatti dagli artisti di strada di Montmartre - e narrata con stile asciutto e cronachistico, marchio di fabbrica dell’autore, Festa mobile non trascura una sentita componente intimista che le permette di essere il più emblematico e fedele acquerello per rappresentare la Generazione perduta.

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