Festival Maracanã

Festival Maracanã

“L’idea spuntò un martedì sera di febbraio alle cantine Pia, seduti davanti a del vino scadente e un portacenere colmo. L’idea si materializzò tra pensieri guasti e silenzi retroattivi. Fuori, le Velealte davano il peggio di sé”. Carnevale è alle porte, ma in un quartiere all’estrema periferia di Torino l’allegria non è di certo la protagonista indiscussa, soprattutto tra un gruppo di trentenni, disperati, disoccupati e senza orizzonti nei quali tuffarsi. Così ad Ale, Casimiro e Tommy viene l’idea di organizzare un evento musicale: il Festival Maracanã. Un’impresa ardua e coraggiosa, ma tanto cosa hanno da perdere? Alle Velealte le uniche occupazioni lavorative si limitano allo spaccio, al furto con scasso e all’accattonaggio, l’aspettativa di vita è massimo di quarant’anni, fino a quando non arriva la morte violenta in carcere o per una ferita d’arma da fuoco. E questi tre amici squattrinati sono riusciti a sopravvivere sani, mantenendo una fedina immacolata. Iniziano mesi intensi per Tommy, Ale e Casimiro, in giro per uffici per ottenere tutte le autorizzazioni, per compilare decine di moduli in squalide salette d’attesa. E poi c’è la difficile scelta dei gruppi che avrebbero suonato: dj anni ’80, cantanti reggae che interpretano canzoni di Rino Gaetano in salsa giamaicana, altri che arrangiano cover dei Rolling Stones. Finalmente luglio arriva, la gente si riversa sul prato di fronte al mattatoio, ed ecco che la prima serata del Festival Maracanã può iniziare sulle note di “Tainted love”…
Il romanzo di Vito Ferro è come un fuoco d’artificio che illumina e stupisce. Dietro all’organizzazione del concerto c’è la storia di un’amicizia che non si lascia demolire dalle difficoltà e dai fallimenti. Si respira la gioia di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che possa risvegliare un quartiere di periferia dal torpore e dalla noia che lo affliggono da anni. Nonostante la stanchezza e la fatica per mettere in piedi una piccola Woodstock di casa nostra, i protagonisti di questo libro non si lasciano mai prendere dallo sconforto, non mollano mai. E tutti i loro sforzi verranno ripagati alla fine: un riscatto e una soddisfazione che non potranno mai più dimenticare. C’è tanto umorismo in Festival Maracanã, sembra quasi di assistere a una commedia all’italiana (la scena della confessione di gruppo davanti al prete è a dir poco esilarante). Vito Ferro, classe 1977, è nato a Torino, città in cui si è svolto realmente il Festival Maracanã, organizzato dallo stesso scrittore insieme a un gruppo di amici di lunghissima data: “Sono state due edizioni incredibili, faticose, piene di imprevisti. […] Avevamo a disposizione pochissimi soldi, ma tantissimo entusiasmo”. Quindi adesso tocca a voi indovinare quali vicende del libro sono accadute davvero e quali invece sono solo “il frutto della mente malata” dell’autore. 

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