Figli dell’uomo

 Figli dell’uomo

Il concetto di “bambino come persona” nasce alle soglie dell’Ottocento. Prima nessuna attenzione (la Pediatria nasce ultima tra le specializzazioni mediche), scarse notizie (ad eccezione dei ritrovamenti archeologici), nessuna considerazione del bambino come “soggetto”. I soggetti che hanno agito la Storia sono altri: papi, re, condottieri e poeti. Il 25 luglio 2014 la rotta della Storia cambia completamente direzione: Banca Intesa Sanpaolo comunica pubblicamente che ai dipendenti omosessuali sono concessi gli stessi diritti dei lavoratori eterosessuali. Quindici giorni di congedo matrimoniale. Il matrimonio si slega definitivamente dal concetto di procreazione: il viaggio di nozze, storicamente e antropologicamente vissuto come momento di intimità lontano dal gruppo sociale di appartenenza, diventa occasione di autodeterminazione della coppia. Decretando, con il ‘matrimonio sterile’, la fine della nostra società, da sempre basata sugli interessi collettivi più che del singolo. È l’inizio della riflessione sui diritti di “coloro che non procreano”, negando, a tutti i livelli, i diritti dei bambini. Semplicemente perché i bambini non contano. Né politicamente né economicamente. La società, nella quale ci si inserisce con un rito di iniziazione, è costituita esclusivamente da (maschi) adulti. Una società che non riesce ad ammettere a se stessa di riversare sul bambino il sentimento di ‘odio naturale’ che neanche è capace di riconoscere…

Il sorriso diventa l’interpretazione positiva del violento “mostrare i denti”, fino alla teoria dell’uomo antropofago e della volutamente per secoli taciuta “puerofagia”. L’omosessualità è dichiarata portatrice certa della morte del gruppo sociale, dell’estinzione della specie umana. E neanche Oscar Wilde riesce a riabilitare questa prospettiva. Una lunga dissertazione sulle lobby LGBT e sugli interessi internazionali a sostegno dell’omosessualità allontana il lettore dal tema (ma forse lo avvicina al vero intento dell’autrice, Ida Magli, anziana antropologa e filosofa italiana, spesso in prima pagina per le sue posizioni provocatorie, estreme, fortemente anti-europeiste e fortemente omofobe). Non si salva nessuno: specifici approfondimenti su fiabe e racconti per bambini, musica e pittura rafforzano la convinzione che l’uomo, da sempre, ha occultato la verità. Un saggio dal sapore angosciante (come più volte dichiarato dalla stessa Magli) e dai colori cupi (solo le pagine che descrivono il rapporto di un rivoluzionario Gesù con i bambini assumono un tono completamente differente) che rappresentano gli orrori di cui i bambini sono stati vittime nei secoli: sacrifici rituali, tratta di organi, pedofilia, prostituzione infantile. L’antropologa cerca di proporre una lettura differente della Storia e di assegnare precise responsabilità per gli orrori descritti. Si può condividere o meno quanto espresso ma non si può negare la capacità di esprimere compiutamente un punto di vista differente, controcorrente. A tratti azzardato. Assolutamente politically uncorrect. Di parte. Chiaramente schierato. Quantomeno non ambiguo né evanescente come tanti altri.



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